Carnevale di Forlimpopoli 2020: alla scoperta della “Segavecchia”

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Il Carnevale di Forlimpopoli è uno degli eventi carnevaleschi romagnoli vissuti con maggiore entusiasmo e divertimento. Rientra quindi tra le feste più importanti del Carnevale in Emilia Romagna nel suo insieme.

Forlimpopoli è un comune di 14mila abitanti circa, e appartenente alla provincia di Forlì-Cesena.

La festa che si tiene in questa cittadina si chiama “Segavecchia”, ed è molto antica. Si celebra a metà Quaresima, e prevede un momento molto significativo, in cui si sega un grande pupazzo rappresentato da una donna: la “vecchia” per l’appunto.

Effettuando questa sorta di rituale, dal ventre del pupazzo vengono fuori delle caramelle e dei giocattoli per i bambini.

All’inizio della festa, il pupazzo della vecchia, in tempi recenti alto 5 metri circa, viene fatto sfilare per strada, affinché la vecchia venga esposta simbolicamente alla pubblica derisione e umiliazione.

Poi, nella seconda domenica di questo evento, viene sottoposta alla punizione, cioè appunto viene segata in due. L’atto del segare la vecchia è il più importante del Carnevale di Forlimpopoli.

Il programma della Segavecchia, ovvero del Carnevale di Forlimpopoli, prevede però anche altri momenti di festa: sfilata dei carri allegorici, i mercatini (di antiquariato, numismatica, oggetti strani, e moltissimo altro), il luna park, spettacoli musicali e di danza, la tombola, e lo spettacolo pirotecnico di chiusura.

Storia del Carnevale di Forlimpopoli

La storia del Carnevale di Forlimpopoli è antichissima. Di essa già si parla nel Trecento.

Questo evento, che si tiene tradizionalmente a metà Quaresima per due domeniche di fila, vede nel personaggio della vecchia il suo tema centrale.

La vecchia un tempo era collegata al culto della Terra Madre e al mito della fertilità.

In particolare, la vecchia risale al mito di Demetra, la dea regina del grano e dell’agricoltura, e di sua figlia Persefone.

Secondo il racconto mitico, la dea Demetra ebbe una figlia dal dio Giove, chiamata Persefone.

La figlia crebbe conducendo un’infanzia serena. Un giorno però, il signore degli inferi Ade la vide, se ne innamorò, e la rapì, portandola con sé negli inferi.

Ciò fu un duro colpo per la madre, la dea Demetra: la notizia del rapimento gliela diede il Sole, che con il suo occhio tutto vede. Così la terra divenne sterile, e la vegetazione non esistette più: la madre di Persefone, per la tristezza non volle più fecondarla.

A causa di questa situazione, il dio Zeus ordino al signore degli inferi Ade di restituire la figlia Persefone alla madre. Ma la giovane non poteva più andarsene, perché nel frattempo aveva mangiato un chicco di melograno.

Per risolvere il problema, si giunse ad un compromesso: annualmente, per metà anno la figlia sarebbe stata con la madre, e per l’altra metà sarebbe tornata negli inferi.

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E così, tutte le volte che Persefone ritorna dalla madre, la Terra diventa fertile, mentre quando fa ritorno agli inferi, la vegetazione muore.

Grazie a questo mito, gli uomini ebbero la certezza che, dopo l’inverno, la terra ritornava fertile in primavera e produceva i frutti nell’estate.

Quindi, nel rituale della Segavecchia originaria, la vecchia incarnava lo spirito della fertilità, e morendo generava nuovi frutti. In occasione di questo rituale della morte della vecchia, si radunavano tante persone, che incontrandosi formavano anche nuove coppie di innamorati: la fertilità agraria veniva collegata alla fertilità anche umana.

Successivamente, il significato di questo rituale cambiò. L’intervento del cristianesimo medievale fece perdere alla vecchia il suo mito della fertilità. Venne infatti degradata a donna dai dubbi costumi, la quale nonostante il digiuno previsto dalla Quaresima mangiò un salsicciotto.

Per via di questo peccato, venne condannata ad essere derisa in pubblico, e successivamente ad essere segata viva. Secondo la revisione medievale, in realtà la vecchia era una donna giovane, camuffatasi per non farsi riconoscere nel corso della pubblica derisione.

Il rituale della vecchia che muore, soltanto in seguito divenne parte della festa di Carnevale di Forlimpopoli, mentre in passato era qualcosa di molto sacro.

Il pupazzo della vecchia, prima veniva portato in un carro trainato da due buoi, e sfilava per le vie per essere simbolicamente derisa dal popolo. A cominciare dai decenni più recenti, al posto dei buoi, a trainare il pupazzo c’è un moderno trattore.

Inoltre, a partire dalle feste di Carnevale meno remote, il carro della vecchia ogni anno ha un tema diverso: si ricorda una vecchia hawaiana, ma anche figlia dei fiori, ecologista, motociclista, ecc.

Dopo la sfilata, come da tradizione viene segata dai boia, persone munite di una sega da tagliaboschi.

Sfilata dei carri allegorici del Carnevale di Forlimpopoli

La sfilata dei Carri del Carnevale di Forlimpopoli è uno dei momenti più importanti di questa ricorrenza festosa, anche perché nel corso della parata c’è anche la sfilata della vecchia, prima che venga segata come da tradizione.

La vecchia sfila su un proprio carro, il quale ogni anno sfoggia un tema diverso.

Gli altri carri tematici sono tra loro in competizione, e nel corso della sfilata sono accompagnati anche dai rispettivi gruppi mascherati, che intrattengono il pubblico per le strade, rendendo il tutto ancora più piacevole.

Queste parate dei carri riguardanti il Carnevale di Forlimpopoli si tengono a metà Quaresima, per due domeniche consecutive.

Programma e Date del Carnevale di Folimpopoli 2020

Il programma del Carnevale di Forlimpopoli come sempre è molto ricco. Le manifestazioni si svolgeranno nel suggestivo centro storico; di seguito gli appuntamenti più importanti.

Date: 15 – 22 Marzo 2020

Orario:

Prezzi: Ingresso gratuito

Programma completo: tutte le info le potete trovare sul sito ufficiale della manifestazione.

Foto Credits: http://www.forlitoday.it/

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