Carnevale di Bagolino 2019: date e programma della sfilata delle maschere

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carnevale bagolino 2018
Carnevale di Bagolino – Foto: www.youtube.com

Il Carnevale di Bagolino, il piccolo borgo della Lombardia in provincia di Brescia, è una festa in maschera che si celebra a Febbraio dove la gente indossa i ricchissimi costumi tradizionali ornati da nastri colorati, accompagnati dall’allegria di ballerini e suonatori.

Una miriade di ballerini vestiti con camicia bianca, pantaloni al ginocchio e calze bianche quest’anno hanno danzato nel centro storico dopo che si è conclusa la messa iniziata alle 06.30 nella chiesta parrocchiale di San Giorgio, funzione religiosa che da inizio ufficialmente al carnevale bagosso.

La manifestazione carnevalesca è prevista per domenica 11 Febbraio per poi concludersi il 13 Febbraio, il giorno del martedì grasso.

Non perdete l’occasione di vedere le maschere tradizionali dei Màscher e i Balarì, i protagonisti indiscussi del Carnevale di Bagolino.

Per gli amanti delle feste in maschera, questo è un appuntamento da non perdere nella comunità montana della Valle Sabbia!

Storia del Carnevale di Bagolino

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Carnevale di Bagolino – Foto: eventiweek.altervista.org

Il particolarissimo Carnevale di Bagolino si presenta con due identità ben definite che convivono da lungo tempo.

Una manifestazione, più moderna che si svolge in modo più ricercato che si svolge tra balli e musica dall’ultima domenica di carnevale al martedì grasso, mentre le giornate di maggiore spicco sono il Giovedì e Martedì Grasso.

A questo carnevale si affianca il carnevale storico con caratteri più particolari e arcaici che tradizionalmente inizia il 5 gennaio.

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La grande attrazione di questo carnevale più antico è rappresentata dai ballerini, dai suonatori e dai Maschér, le maschere.

La conferma di quest’antica tradizione carnevalesca trova riscontro in alcuni documenti del XVI secolo e in particolare in uno datato al 1518 in cui si ha notizia dell’arrivo della Compagnia di Laverno nel Comune di Bagolino per rallegrare il carnevale, a testimonianza degli scambi tra paesi vicini. In un altro documento del 1694 si fa riferimento alla visita pastorale del Vescovo Giorgio Sigismondo Sinnersberg che riprendeva i sacerdoti per la partecipazione alle celebrazioni carnevalesche, ad indicare il grande coinvolgimento e la tradizione secolare che evita la sospensione del carnevale nel 1929.

Maschere del Carnevale di Bagolino: Màscher e Balarì

Le maschere ossia i Maschèr sono la tipica rappresentazione della cultura contadina di tempi remoti in cui i paesani potevano rivalersi sui Conti di Lodrone poiché difficilmente riconoscibili per via della maschera.

La vera particolarità dei Maschèr è che non si limitano ad essere mascherati, ma si camuffano anche negli atteggiamenti, cambiando andamento, parlando in falsetto, al fine di non essere più riconoscibili.

Le maschere animano le strade del borgo anche dopo l’Epifania nei lunedì e giovedì precedenti il Carnevale di Bagolino. Gli uomini indossano il ceviòl il tipico costume in fustagno pesante realizzato con di colore nero o marrone, indossato dagli avi, composto da calzoni corti al ginocchio con patta quadrata e due bottoni, la camicia bianca senza colletto; il crozèt, corto gilè aperto sul davanti; calze bianche o ghette dello stesso tessuto del vestito, allacciate lateralmente da una fila di bottoni ricoperti.

Ai piedi portano gli sgalbèr degli speciali scarponi locali, in cuoi rigido e legno che in occasione del Carnevale, vengono chiodati in modo da produrre, durante la camminata, un tipico suono che costituisce il rumore di sottofondo del carnevale, che viene indicato dalle frequenti “strisciate” sulla strada.

Il volto si presenta coperto da una maschera e in testa si porta un cappello o un fazzoletto. Il tutto si completa con oggetti di uso contadino usati nei tempi andati come arcolai, forche, èrchècc (trappole per uccelli), cesti di vimini, campanacci con curiosi nomi e alcune maschere portano una sorta di cesto chiamato bèstèrèl sul quale poggiano la testa e in cui dorme un bambolotto.

I maschèr si muovono in gruppo e quando incontrano gente per le strade si atteggiano in movimenti divertenti, spesso allusivi a gesti sessuali oppure si esibiscono in burle che esasperano degli atti corporali. La tradizione vuole che per farli tacere di debbano apostrofare in modo scherzoso gridando cuè-cuè che identifica i divertenti personaggi come ubriaconi. La divertente reazione è quella di rincorrere gli spettatori oppure prenderli in braccio e “buttarlo” nelle fontane piene d’acqua.

Fino a qualche tempo fa i giovani si mascheravano in questo modo in autunno per corteggiare le ragazze delle cascine in attesa del Carnevale.

Le maschere, nella componente femminile indossano il tipico guèrnèl che si comprende una gonna lunga e ampia realizzata con un tessuto grezzo a righe o di colore scuro completata dal gèdé, ossia un grembiule. Sotto la gonna s’indossano i mutandoni, mentre il busto è vestito con un corpetto con o senza maniche, una camiciola bianca e si completa con uno scialle a motivi floreali che si porta annodato. Le calzature sono gli sopèi, zoccoli con una suola in legno, mentre le calze cambiano colore in base allo stato civile, di colore bianco sono riservate alle nubili rosse per le sposate e viola per la anziane.

Ballerini, danze e suonatori del Carnevale di Bagolino

Un momento di grande attrazione del Carnevale di Bagolino è dato dalle danze eseguite per le strade del paese insieme ai suonatori organizzati in compagnie che arrivano a contare fino a 150 figuranti.

Le danze, nate con funzione rituale, sono accompagnate da orchestrine composte da un bassetto, violini e chitarre in numero variabile, ogni tanto un mandolino e indossano normali abiti da uomo con i risvolti della giacca orlati, portano anche uno scialle sulle spalle e il cappello è guarnito con un nastro rosso.

Più complesso è il costume dei ballerini in apparenza simile a quello dei Maschèr.

Indossano dei calzoni neri al ginocchio con una decorazione di bottoni o ricami in passamaneria.

Indossano calze bianche lavorate a maglia, camicia bianca, cravatta nera e una giacca nera guarnita con grandi spalline e frange; ricami con alamari e passamaneria che prendono il nome di gradi. Tutti indossano guanti di filo bianchi.

Il costume è completato da uno scialle con lunghe frange e a colori vivaci fissato sotto le spalline e legato alla gola che durante le danze produce effetti scenografici dando colore al ballo.

Molto colorata è la tracolla che indossano ornata da una coccarda da cui pendono due fiocchi.

Elemento particolarissimo che completa il costume dei ballerini è il cappello in feltro su cui vengono cuciti metri e metri di nastro rosso, fino a coprirlo completamente. Il nastro a sua volta viene decorato con spille, orecchini che spesso sono presi in prestito.

Il volto è coperto da maschere con tratti poco marcati e privi di espressione, sono dipinte tutte di bianco mentre la parte degli occhi è dipinta di nero. Le macchie rosse che appaiono sugli zigomi di alcune maschere portate dai ballerini, sono il segno ancora visibile che in passato il gruppo dei ballerini era diviso in due. Gli uomini, detti capi, il cui costume era quello attuale e che portavano le maschere bianche, e le “donne”, con la maschera con gli zigomi rossi e le danze si svolgevano in coppia, come accade ancora oggi.

Il capo ballerino non indossa la maschera, ma un cravattino rosso e un nastro dello stesso colore al braccio, al collo ha un piccolo corno d’ottone di cui si serve per radunare i ballerini e non partecipa alle danze, ma coordina tutti. È aiutato dal Paiasso, un personaggio vestito con abiti rattoppati con stoffe di diverso colore, che ha il compito di mantenere l’ordine tra i ballerini e la folla degli spettatori e ha anche il compito di distribuire il vino agli stessi ballerini per aumentare l’allegria.

Le figure dei balli sono fisse: è il capo ballerino che decide quali balli verranno eseguiti e li annuncia ad alta voce.

L’itinerario delle esecuzioni è fissato in precedenza con le relative soste in omaggio a chi ne fa richiesta che poi si sdebita offrendo un bicchiere di vino o una tazza di vino caldo.

Il repertorio più noto comprende i seguenti balli: Ariosa, Bussulù, Bal frances, Bas de tach, Biondina, Francischeta, Mascherina, Moleta, Monichela, Pas in amur, Rose e fiori, Saltambarca, Sifulot, Spassacamin, Tonina.

Ad ogni ballo, oltre ai passi di danza, è associata una particolare gestualità, chiamata segnacole, il cui significato è oggetto di differenti interpretazioni, che rimanda ad antiche tradizioni.

Ancora una volta il sapore d’antico impregna il Carnevale di Bagolino.

Programma e Date del Carnevale di Bagolino 2019

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Per tutte le informazioni sulle date e sul programma della edizione 2018 del Carnevale di Bagolino, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale della manifestazione carnevalesca delle dolomiti.

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