Carnevale di Bormio 2019: date e programma del Carnevàl di Mat

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Carnevale di Bormio – Foto: www.altarezianews.it

Il Carnevale di Bormio, la piccola città della Lombardia, è il più antico carnevale alpino d’Italia.

Chiamato anche il Carnevàl di Mat, gli abitanti della splendida cittadina montana sono già pronti a scommettere su chi sarà eletto come prossimo podestà dei matti.

L’evento culminerà con la grande festa organizzata nella cornice del Parco Nazionale dello Stelvio, l’immagine che si propone come sfondo alle spalle della Piazza del Kuerc, il fulcro della festa in maschera, una manifestazione per grandi e piccini.

Nessuna sorpresa: il carnevale ha le sue regole e anche a Bormio trionferanno le sfilate dei gruppi mascherati tra le vie del paese, le mascherine dei bambini ai quali il Comitato riserva momenti dedicati in un ricco programma di manifestazioni ed eventi collaterali.

Oltre alla sfilata delle mascherine, non perdetevi anche i divertenti carri allegorici, scherzosi e impertinenti e, come vuole la tradizione, la premiazione delle maschere più belle per una manifestazione ricca e divertente, aperta davvero a tutte le fasce d’età.

Nel pieno rispetto della tradizione sarà allestito proprio in Piazza del Kuerc, simbolicamente il luogo più rappresentativo, il palo della cuccagna e rimanendo in ambiti folclorici e tradizionali, il programma prevede le classiche bancarelle con i prodotti tipici tra i quali spicca la polenta dei poveri.

Ma qual’è il vero scopo della festa?

Come volevano i potenti del passato, per un giorno all’anno i poveri possono schernire le nobiltà: il podestà dei matti, eletto in precedenza, per una giornata prende simbolicamente il posto del sindaco accogliendo i pettegolezzi e le lamentele della gente comune letti dalla compagnia di mat, scritti e riposti nell’apposita cassetta collocata proprio in piazza, divertendosi e lanciando coriandoli che coloreranno il centro storico della città per l’ennesima giornata di festa e spensieratezza.

Storia del Carnevale di Bormio

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Carnevale di Bormio – Foto: www.tgcom24.mediaset.it

Il Carnevale di Bormio ha origini molto antiche. Secondo gli studi compiuti nel 1992 da De Angelis e Canclini, si può far risalire al Quindicesimo secolo.

La festa prendeva avvio nel giorno di San Antonio abate e si protraeva per una settimana.

Iniziavano così sette giorni consacrati al cibo e al bere, in cui gli scherzi e i più disparati piaceri venivano soddisfatti, nel pieno clima di questa festa della burla e dell’eccesso.

Addirittura il Podestà del Contado veniva scacciato dalla sede del suo potere: nell’arco di quel regno alla rovescia il palazzo diveniva il trono del Podestà dei Matti, il quale poteva vantare una giurisdizione illimitata, emanando leggi e decreti.

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Veniva poi declamato in piazza un discorso in cui si denunciavano tutte le lamentele e i piccoli segreti del paese maturati durante l’anno, schernendo e burlando i malcapitati coinvolti nei pettegolezzi.

I giovani del paese si concedevano gozzoviglie, giochi e, infine, durante il venerdì passavano per le case a chiedere il contributo necessario all’atto finale del loro piccolo folle governo: la polentata in piazza.

Nel 1755 le Tre Leghe promulgarono un decreto con il quale si vietava la celebrazione di questa festa. Il Governo Grigionese, infatti, divenuto intollerante a qualsiasi interferenza nel suo potere mal sopportò gli atti di violenza e l’invasione del palazzo del Podestà che caratterizzavano la settimana di carnevale.

Circa un decennio dopo tuttavia, per le prolungate rimostranze del popolo, il divieto fu revocato, sostituito da un più blando ammonimento sull’evitare gli eccessi.

Carri del Carnevale di Bormio

Il nuovo abito assunto dal Carnevale di Bormio risale al 2003.

Da quel momento infatti si è cercato di riportare in auge l’estro originario della festa, non solo nelle tappe della giornata ma anche nei costumi e nello spirito generale della manifestazione.

Pur mantenendo intatta l’allegria insita in una giornata di piacere e goliardia, se ne sono tuttavia mitigati gli aspetti più eccessivi, conferendo maggiore spazio alla satira, alla denuncia verso le manchevolezze delle istituzioni e le necessità degli abitanti, che trovano in questa festa sfogo e voce.

Il vero inizio del Carnevale di Bormio, tuttavia, si ha quando la Compagnia dei Matti, a bordo dei mezzi di trasporto più disparati, siano essi furgoni, carretti o persino trattori, raggiunge la piazza principale del paese.

La Gioventù del paese e in particolare il Capitano della Gioventù, eletto come il più impenitente dei celibi ed esperto di divertimenti, elegge in questa occasione il Podestà dei Matti, una sorta di re della burla che presiederà ai festeggiamenti della giornata.

Dopo essere stato incoronato, il Podestà, in abiti consoni al suo ruolo ed ebbro per i festeggiamenti, viene condotto su una portantina, portata a spalla da arlecchini abbigliati vistosamente e, seduto goliardicamente su un seggio regale, guiderà il delirante corteo per le vie della città.

Maschere del Carnevale di Bormio

Le maschere e i travestimenti sono protagonisti a Bormio in questo colorato e vivido giorno.

Sebbene la maggior parte dei costumi siano indossati da uomini adulti, la vivacità della città che si tinge di policromia non viene certo a mancare.

Gli Arlecchini che formano la Compagnia di Mat sono guidati dall’Arlecchino capo, colui che legge pubblicamente le lamentele e i pettegolezzi che, durante l’anno, vengono inserite dagli abitanti nell’apposita cassetta, collocata in un angolo della piazza del Kuerc.

Ma non solo, ovviamente la giornata di festa coinvolge tutti gli abitanti e in particolare i più piccoli, chiamati a scortare insieme agli Arlecchini il corteo del Podestà nella parte finale della celebrazione.

L’Arlecchino indossa il tipico costume multicolore di stracci cuciti, calza un bizzarro cappello conico e la sua identità è celata dalla caratteristica maschera di cuoio.

Accanto a lui non può mancare l’inconfondibile maschera del Dottore, vestito con camicia bianca, un lungo mantello nero, il cappello a tesa larga e la maschera scura dal naso aquilino.

Mentre gli Arlecchini sono molti e costituiscono del corteo burlesco, la figura del Dottore è rappresentata tradizionalmente soltanto da un membro della compagnia. Non si può tralasciare infine l’abbigliamento del Podestà, ammantato di rosso e con una vistosa corona sul capo, che troneggerà su tutte le altre maschere.

Programma del Carnevale di Bormio 2019

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Programma del Carnevale di Bormio – Foto: www.bormio.info

Per l’anno 2018 il carnevale dovrebbe aver luogo domenica 11 febbraio.

Il giorno del Carnevale di Bormio è assai ricco di eventi e momenti comunitari. La mattina si inaugura con lo spodestamento del Sindaco e l’Incoronazione del Podesc’tà di Mat.

Nella piazza principale viene allestito un palco sul quale viene trascinato, mimando ostentatamente il suo disappunto e ribellione, il Sindaco della città.

Nel pieno della pantomima, il Podestà viene fregiato di un mantello purpureo, da cui penzolano brandelli di stracci e solo allora, a sancire il il passaggio del potere, Sindaco consegnerà le chiavi della città al Podestà dei Matti che assumerà simbolicamente il comando per tutto il resto della giornata.

È giunto il momento della lettura pubblica della Posta dei Matti, uno dei momenti di divertimento e motteggio che caratterizzano il Carnevale di Bormio. In tale circostanza infatti si procede a commentare gli avvenimenti dell’anno, senza perdere la giusta dose di ironia e di satira che non può essere messa da parte in una festa colorata e vivace come questa.

Mentre il sole si avvia a segnare mezzogiorno, la piazza si predispone per il pranzo. La polenta viene preparata in grandi paioli e distribuita ai presenti. Il pranzo consumato insieme ripercorre, infatti, la tradizione della Polentata dei poveri, un’occasione molto attesa per il clima conviviale e scherzoso che si crea tra gli abitanti del paese.

Infine, ci si sposta nella splendida piazza del Kuerc per giochi che coinvolgono grandi e piccini e, per chi vuole cimentarcisi, viene installato addirittura il palo della cuccagna.

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