Carnevale di Crema 2019: programma, date e costo del biglietto del carnevale cremasco

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Carnevale di Crema – Foto: www.italybyevents.com

Il Carnevale di Crema, conosciuto anche in senso generale come il Carnevale della Lombardia, si svolge ogni anno a Febbraio nelle quattro domeniche precedenti il martedì grasso.

Il carnevale cremasco è considerato come la festa in maschera più rinomata di tutta la regione, un titolo onorevole per una cittadina che investe molto in questa festa antica che si pone come passaggio di consegne tra le tradizioni pagane e cattoliche.

Come ogni anno, il momento più divertente sarà quello della sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati per le vie del prezioso centro storico, una cornice meravigliosa in cui Piazza Duomo si pone come punto di ritrovo e di esaltazione nel lancio di stelle filanti e coriandoli.

Non mancheranno anche momenti di ghiotto valore gastronomico locale e nazionale grazie ai mercatini di carnevale disseminati nella parte centrale della città. Sui banchetti i bambini, ma anche gli adulti, potranno ricercare prodotti tipici e tante altre sorprese tra le vie del centro.

Nel programma completo del Gran Carnevale Cremasco saranno presenti attività collaterali nelle quali piccoli carri allegorici, selezionati e prodotti artigianalmente dai membri del comitato carnevale cremasco, si alternano a laboratori creativi, musica dal vivo e gruppi folcloristici per lasciare ancora vivo il tradizionale suono del passato mai sepolto, soprattutto in questa città nella pianura lombarda.

I gruppi mascherati per l’occasione saranno l’attrazione principale della festa in maschera, i quali ogni anno giungono da tutta la Lombardia, il Piemonte ma non solo, quattro domeniche in cui, al fianco della maschera tipica, Gagèt col sò uchèt, renderanno ancora una volta splendida questa manifestazione.

Storia del Carnevale di Crema

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Carnevale cremasco – Foto: tryl.lola/Instagram

L’origine del Carnevale di Crema risale al XV secolo; sembra che la tradizione carnevalesca sia stata introdotta dai Veneziani, essendo a quei tempi Crema sotto il dominio della Serenissima. La prima testimonianza a disposizione è quella dello storico Pietro Nerni, che riporta nei propri scritti la notizia di un corteo mascherato avvenuto nel 1493, con partecipazione di carri ornati.

Già a quei tempi il Carnevale era un evento molto noto ed apprezzato, di richiamo per la popolazione locale e per gli abitanti delle zone limitrofe. Era un momento, seppur di breve durata, di disinibizione, durante il quale – dietro la maschera indossata – si annullavano le differenze di livello sociale ed economico, e si acquisivano libertà altrimenti impensabili.

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A partire dalla fine del XVIII secolo, con il concludersi del dominio veneziano la tradizione del Carnevale entra in un periodo di decadenza ed oblio dal quale esce, non senza difficoltà, soltanto all’indomani dell’unità d’Italia.

In effetti, dopo l’anno 1861, il Carnevale viene ripristinato, ma tutto ciò che riguarda la sua organizzazione è soggetto ad un rigido controllo di polizia e, per poter partecipare mascherati alla manifestazione, è necessario essere autorizzati preventivamente dalla Questura.

A partire dagli anni ottanta del XIX secolo, la tradizione del Carnevale vive a Crema periodi alterni di maggior e minor popolarità e libertà: se fino allo scoppio della prima guerra mondiale si può osservare un ritorno del Carnevale ad usi e costumi molto simili a quelli tipici del periodo di dominazione veneziana, durante la Grande Guerra la manifestazione cade nuovamente nell’oblio.

D’altra parte, tra la prima e la seconda guerra mondiale il Carnevale risente pesantemente delle restrizioni imposte dal regime fascista divenendo, invece che dissacratorio, veicolo di propaganda.

Occorre attendere la fine del secondo conflitto mondiale e l’avvio degli anni cinquanta per poter rivedere in auge il Carnevale: l’edizione del 1953, organizzata dal Comitato Pro Crema, ne ripristina la tradizione rinverdendone gli antichi fasti: viene organizzata una gran parata di numerosi carri, allestiti secondo le tematiche più svariate, tipiche di quell’epoca (sport, televisione, etc.).

Dopo un ultimo periodo di oblio, quello a cavallo degli anni sessanta e settanta, arriviamo all’affermazione definitiva e duratura del Carnevale cremasco: nel 1985, grazie ad un nuovo comitato organizzatore costituito da associazioni di volontariato e coadiuvato da una radio-emittente locale (Radio Antenna 5), il Carnevale viene ripristinato ed entra in una nuova era – quella odierna, potremmo dire, tuttora in corso – ricca di soddisfazioni e con successo di pubblico via via crescente.

Maschere del Carnevale di Crema

Ma qual è la maschera tipica di Crema? Può apparire singolare, ma a fronte di una tradizione carnevalesca risalente ai secoli addietro, la maschera caratteristica di Crema è relativamente recente, e nasce nel 1955. In quell’anno il comitato organizzatore del carnevale indice infatti un concorso, avente per obiettivo la definizione della maschera Cremasca.

Il vincitore del concorso, e pertanto ‘papà’ della maschera tipica di Crema, fu Paolo Risari, titolare di un’osteria. Quest’ultimo creò ‘l Gagèt col sò uchèt, ovvero il contadino che – tornando in città dai propri campi – si presenta al mercato per vendere i propri prodotti.
Il gagèt, vestito con il proprio abito buono, indossa calze vistose e zoccoli di legno, un fazzoletto bianco e rosso al collo, cappello in testa e una coccarda appuntata sul petto; cammina con un bastone e tiene sotto braccio un cesto di vimini con dentro un’ochetta viva.

Sfilata dei carri del Carnevale di Crema

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Sfilata del Carnevale Cremasco – Foto: donnydonny_87/Instagram

La sfilata dei carri e delle maschere del Carnevale di Crema – che si svolge nelle domeniche precedenti la Quaresima – si realizza seguendo un percorso predefinito che tocca i principali punti del centro storico, dando così l’occasione ad un interessato spettatore di vivere il Carnevale e – nel contempo – di apprezzare le bellezze architettoniche cittadine.

Ma conoscere la crema vuol dire anche sperimentarne anche le prelibatezze gastronomiche: ed ecco allora che lungo il percorso della parata si posizionano numerosi caratteristici mercatini dei sapori e dell’artigianato, grazie ai quali gustare dolci tipici quali le frèciule ed i chisolì.

Partecipare al Carnevale cremasco vuol dire anche effettuare un viaggio nel tempo, visitando botteghe artigianali in perfetto stile medievale con lavorazione sul posto di oggettistica quale bigiotteria antica, biancheria e vestiti tipici del medioevo, manufatti storici in rame forato, riproduzioni in legno di armi medievali, archi, scudi, elmi.

Programma del Carnevale di Crema 2019

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Per tutte le informazioni sulle date e sul programma della edizione 2018 del Carnevale di Crema, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale della manifestazione carnevalesca lombarda.

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