Carnevali tipici bresciani

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Il carnevale si celebra in ogni parte del mondo, e da sempre rappresenta un periodo di scherzi, giochi, burle e bizzarrie. In Italia celebri sono il carnevale di Venezia con l’inaugurazione data dal Volo dell’Angelo, di Viareggio con i suoi allegorici carri sempre al passo con le tematiche attuali, lo storico Carnevale di Ivrea con la sua “Battaglia delle arance“, il Carnevale di Acireale con i carri infiorati che danno spettacolo anche la notte con le loro migliaia di lampadine e con scenografie spettacolari e tantissimi altri.

La provincia di Brescia non è da meno riguardo a spettacolarità, folklore e notorietà del Carnevale.

Ne abbiamo scelti due della provincia di Brescia tra i più singolari e caratteristici che trasudano tradizione, il Carnevale di Bagolino con lo spettacolo offerto dai suoi Balarì (ballerini e suonatori) e i Maschér (maschere grottesche) e quello di Livemmo, dove la lotta tra i contrari viene interpretata da tre maschere principali, il Doppio, la “Vècia del Val” e l’”Omahì dal Zerlo”.

I Mascher di Bagolino e le loro tradizioni

Carnevale di Bagolino
Carnevale di Bagolino

Il Carnevale di Bagolino è uno dei più antichi di tutto il Nord Italia, la storia e le tradizioni sono rappresentate dalle maschere tipiche del carnevale di Bagolino. La festa ha principalmente due momenti distinti, da una parte il borgo è animato dai Balarì (ballerini) che danzano l’Ariosa con l’accompagnamento dei violini dei Sonadur (suonatori)che hanno il viso coperto dalle tipiche Maschere di Bagolino. Danzano sotto le case di amici, parenti e di chi ha prestato l’oro per adornare i loro caratteristici cappelli e rallegrano le vie del Borgo.

La seconda parte del Carnevale Bagosso è per i Maschèr (maschere) persone travestite da vecchio e vecchia che fanno scherzi a tutti senza farsi riconoscere. Nelle vie del Borgo risuona il rumore dei loro zoccoli, gli “Sgalbèr”, zoccoli di legno chiodati, che durante la camminata producono il caratteristico rumore di sottofondo del Carnevale. Queste due maschere sono il Ceviòl e la Guenel.

Il Ceviòl (maschio), è vestito generalmente di nero, giacca, gilet e camicia bianca, pantaloni al ginocchio con i polpacci coperti da ghette chiuse con bottoni. La Guenel (femmina) ha un costume intero, un’ampia gonna molto lunga in tela a righe, grezza e scura, questo viene integrato con un grembiule di lana un fazzoletto sulle spalle incrociato sul petto e uno scialle ampio che copre il capo.

Completano il tutto le calze rigorosamente di tre colori: bianche per le nubili, rosse per le sposate viola per le anziane. Entrambi i personaggi coprono il viso con una maschera. Tra le vie del paese si incontra anche il Paiasso (pagliaccio) la figura mascherata che tiene ordine attorno ai ballerini durante le loro spettacolari danze.

Le doppie maschere di Livemmo

Carnevale di Livemmo
Carnevale di livemmo

Al carnevale di Livemmo attraverso il mascheramento. Si interpretano gli opposti, si porta all’eccesso la rivalità fra ceti/entità diversi, bello/ brutto, sacro/profano, maschio/femmina, padrone/servo, bene/male, Un mondo alla rovescia, dove il buffone può diventare re e viceversa e decade la gerarchia.  Questa interpretazione della vita raggiunge, durante il Carnevale, momenti di controllato delirio delle tre maschere principali, il Doppio, la “Vècia del Val” e l’”Omahì dal Zerlo” accompagnate da una serie di personaggi di vita quotidiana, della comunità agricola. La presenza della maschera del Diavolo (cornuto, tutto rosso e con la forca) risulta essere in contrapposizione alla vita di ogni giorno avviluppata da sviluppi lavorativi e dei suoi espedienti per campare alla giornata.

Una leggenda racconta che il Diavolo venne avvistato ai balli travestito da giovane con piedi caprini e accompagnato da attraenti fanciulle. Tutta la manifestazione si snoda a suon di musica di zufoli e fisarmonica, in tutte le vie del paese e il gruppo di suonatori alla fine raccoglie beni utilizzabili direttamente, vino, salame formaggio etc.

Il contorno del carnevale: i prodotti tipici bresciani

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