Carnevale di Sammichele di Bari 2020

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Ogni anno, immancabilmente, il 17 gennaio – Sand’Anduéne cand(e) e suén(e) – inizia il Carnevale di Sammichele di Bari.

Le prime notizie documentate sul Carnevale di Sammichele, risalgono al XIX secolo e ci parlano di una ritualità non molto diversa da quella attuale.

Da un rapporto di polizia, del 4 marzo 1830, all’Intendente di Terra di Bari, così si legge: “… giova intanto marcare, che generalmente le maschere in questo distretto, si riducono a cambiamento di sesso, e ad indossare degli abiti di vecchi, contadini e massari o altro costume.

La classe di basso ceto è quella, che si suole più delle altre, mascherare, girando in tutte quelle case, in cui si da trattenimento, d’onde dopo di aver fatto un piccolo ballo, passa in altre, fino a che inoltrata la notte, si ritira nelle proprie case.”.

Inoltre l’art. 33 dello Statuto Patrio per la Polizia Urbana e Rurale del Comune di S. Michele dell’anno 1835, così recitava: “Sarà vietato in tempo di carnevale vestirsi a maschera prima di terminare le sacre funzioni che si fanno in Chiesa.

Passate le ore ventiquattro le maschere dovranno andare a faccia scoverta seco loro portando una persona conosciuta che le garantisca, previo sempre il permesso del Sindaco.

Controvenendo s’incorrerà nella multa di carlini 10, ed alla prigionia di uno a tre giorni.”.

Negli statuti dei comuni limitrofi non esisteva un articolo analogo; se in quell’epoca si è sentito il bisogno di regolamentare, in qualche modo, il Carnevale di Sammichele di Bari, evidentemente si trattava di una tradizione già ben consolidata, e non si crede di sbagliare molto dicendo che forse è nata assieme al paese stesso (1615).

Storia del Carnevale di Sammichele di Bari

carnevale di sammichele di bari

È opportuno ricordare che nel 1616 don Pedro Téllez Giròn duca di Ossuna e Vicerè di Napoli “buttò bando l’ultimo di Carnevale, che ognuno s’avesse di vestire in maschera”.

Quale miglior maniera per festeggiare la nascita del nuovo villaggio?

All’inizio, le feste di Carnevale, i festini, sono organizzate nelle abitazioni dei ricchi possidenti, ma poi anche, utilitaristicamente, nelle abitazioni di genitori, che vogliono creare occasioni di matrimonio per le loro figlie.

Per realizzare un festino è sufficiente spostare i pochi mobili della stanza più grande e invitare parenti, amici e conoscenti. Nasce quindi tutto il rituale del Carnevale di Sammichele di Bari: gli uomini che non possono sedere vicino alle donne, un maestro di ballo, il caposala, (spesso lo stesso padrone di casa) che deve far rispettare le regole: è lui che decide quali e quanti cavalieri possono invitare le dame al ballo, è lui che ha il potere di allontanare dal festino chi non ha tenuto un comportamento consono.

Chi non ha la possibilità di organizzare feste nella propria abitazione trova l’espediente di formare delle compagnie mascherate e chiedere ospitalità per qualche ballo nei festini, ma dato che non si sa mai chi può nascondersi dietro una maschera, nascono altre due figure estremamente importanti, il conduttore, persona conosciuta in paese, che, a volto scoperto, accompagna le maschere e ne ha la responsabilità, e il portinaio, fido collaboratore del caposala.

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Una volta che una compagnia mascherata è giunta alla porta di un festino, il conduttore bussa e chiede il permesso di entrare: “iè p(e)rmèss(e) a na ch(e)mpagnì(e) d(e) màsck(e)r(e)? – è permesso ad una compagnia di maschere?”.

Il portinaio, se riconosce nel conduttore una persona affidabile, apre e la compagnia entra tra gli applausi degli ospiti, quindi, il caposala invita le maschere ed il conduttore a ballare.

Il conduttore può invitare una persona dell’altro sesso, le maschere, invece, possono invitare esclusivamente gli uomini.

I balli del Carnevale di Sammichele sono poi interrotti da scambi di complimenti o sfottò, tra i componenti del festino ed il conduttore, inderogabilmente a colpi di rima baciata (altro indizio dell’origine barocca del nostro carnevale), che molto spesso raggiungono livelli altissimi sia poetici che di ilarità.

La permanenza, più o meno lunga, delle maschere nel festino è ad assoluta discrezione del caposala che invita poi le maschere ad uscire con il fatidico: “ringraziamo maschere e conduttore”.

Nel XX secolo si è avuta una innovazione quando il grammofono prima e il giradischi poi hanno sostituito l’orchestrina. È nata quindi una nuova figura, quella del motorista, cioè la persona addetta alle scelte musicali del Carnevale di Sammichele.

Per una buona riuscita di un festino, è necessario un grande affiatamento tra il caposala, il portinaio ed il motorista.

I balli sono, molto spesso, inframmezzati da scenette teatrali cariche di doppi sensi, che, se pur basandosi su soggetti fissi e tradizionali, risultano sempre nuove grazie all’improvvisazione degli interpreti, nella tipicità della “commedia dell’arte”, i quali, molto spesso, non sono altro che alcuni invitati inconsapevolmente coinvolti.

Si balla il giovedì, il sabato e la domenica ed il Carnevale di Sammichele di Bari si protrae sino al martedì precedente le Ceneri e termina con il rito “du müert(e)”.

Un vero e proprio funerale con tanto di feretro del Carnevale, finto sacerdote, chierichetti, ed un seguito composto dalla vedova inconsolabile e dagli amici più intimi; questi ultimi invitano tutti a piangere disperatamente per la prematura fine e convincono i più renitenti a colpi di asciugamano arrotolato e qualche volta anche bagnato.

Alla fine c’è però l’invito per tutti a ritrovarsi l’anno successivo: “chiù maggiòv(e) a l’uann(e) c(e) vèn(e)”.

I festeggiamenti continuano comunque per un paio di settimane con le “pentolacce”, senza, però, la presenza delle maschere.

Maschere del Carnevale di Sammichele di Bari

A Sammichele esiste una maschera tradizionale: “l’hom(e)n(e) curt(e)”, di tipica estrazione contadina. Ad un adulto di statura regolare, viene posto sul capo un setaccio, u farnal(e), e quindi un sacco di juta che ricopre la persona sino ai fianchi. Sempre ai fianchi viene legato trasversalmente un bastone, la mazz(e) d(e) la scop(e), che fungerà da braccia e su cui vengono infilate le maniche di una camicia ed una giacca, con dei guanti legati alle estremità del bastone che fungono da mani.

L’effetto ottico finale è quello di un contadino di piccola statura e con la testa molto grossa.

L’abbigliamento viene poi completato con una coppola posta sulla testa, uno sgargiante fazzoletto legato al collo e fissati ad un passante dei pantaloni la grossa chiave e la rasòl(e), la spatola per liberare i grossi scarponi dal fango.

La genialità di questa maschera del Carnevale di Sammichele è da cercarsi nel fatto che con pochi elementi, di uso comune nel mondo contadino (u farnal(e), u sacch(e) e la mazz(e) d(e) la scop(e), si riesce a creare un personaggio insolito, divertente e che proprio con quella testa così grossa, associata ad un vecchio paio di scarponi, sembra avvalorare l’antico detto relativo al contadino: “scarpa grossa e cervello fino”. L’hom(e)n(e) curt(e), ancheggiando, balla al ritmo della pizzica.

Al Carnevale di Sammichele di Bari esiste anche la versione femminile: “la fèm(e)na cort(e)”, ma maschere possono essere considerate pure i tanti personaggi delle scenette teatrali, tra cui “u C(e)ccànduèn(e)” (Cecco Antonio) e “u chernùte chendènde” (il cornuto contento) dato che mettono in risalto ed alla berlina tutti i difetti e i modi di fare della nostra gente.

Programma e Date del Carnevale di Sammichele 2020

Il programma del Carnevale di Sammichele di Bari come sempre è molto ricco. Di seguito gli appuntamenti più importanti.

Date: 23 Febbraio 2020

Orario: dalle ore 14.30

Prezzi: Ingresso gratuito

Programma completo: tutte le info le potete trovare sulla fanpage ufficiale della manifestazione.

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