Carnevale di Ottana 2019

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Carnevale di ottana – Foto: www.wikipedia.it

La Sardegna è una terra che racchiude in sé le meraviglie delle sue splendide spiagge e, allo stesso tempo, un suo lato selvaggio e misterioso, quello legato al mondo agro pastorale.

Il Carnevale di Ottana rispecchia fedelmente tutto questo. Vanta origini antichissime, e si può tranquillamente affermare che la sua particolarità, rispetto ad altre sfilate carnevalesche, è quella di aver conservato quasi integralmente le sue tradizioni e costumi.

La tradizionale sfilata carnavalesca ha il suo tema centrale proprio nel misterioso e affascinante universo pastorale. Un mondo a parte, fatto di antichi riti e credenze che rasentano il limite col profano.

Tutte le maschere del Carnevale di Ottana ripercorrono le tappe fondamentali della vita contadina, dall’aratura alla semina fino al raccolto, non trascurando poi il rapporto di grande rispetto con gli animali, a cui i contadini hanno sempre riconosciuto l’aspetto sacrale.

Il biglietto da visita della festa di Carnevale di Ottana sono le maschere: vengono genericamente chiamate Sos Merdules, ma al suo interno ci sono anche maschere legate al mondo degli animali, come quelle de Sos Boes e quelle di Porcos e Molentes.

Per tre giorni, dalla Domenica fino al Martedì, a cui segue il Mercoledì delle ceneri, le strade di Ottana saranno invase dall’euforia e dalla gioia che accompagna questo tipo di carnevale, che si contraddistingue anche per il suo aspetto catartico, che finisce inevitabilmente per catturare l’attenzione di chi assiste alla sfilata.

La sera del 16 Gennaio è quella che dà il via ai festeggiamenti. Il momento è dapprima solenne, con una cerimonia religiosa che finisce nel momento in cui il falò viene benedetto dal sacerdote. Dopodiché si scatenano le maschere del Carnevale di Ottana, che danzano convulsamente intorno al fuoco.

Storia del Carnevale di Ottana

Il Carnevale di Ottana ha le sue radici nel mondo contadino e nelle sue usanze e credenze, come il culto del dio Dioniso, che ogni primavera si risveglia portando con se la prosperità e la fertilità dei campi e dei raccolti.

Uno dei simboli più importanti del Carnevale di Ottana è quello che riguarda Su Boe, il toro, venerato in quanto raffigurante, nell’immaginario collettivo, simbolo di forza e di buon auspicio.

Questo genere di devozione verso l’animale era dovuta alla credenza, diffusa tra la popolazione locale, che questo proteggesse dell’influenza dei demoni.

Ma non è tutto. Tra gli abitanti di Ottana era diffuso il terrore che la possibilità che, venerando il toro, l’uomo stesso rischiasse tramutato nell’animale a cui dedicava le sue preghiere.

Il carnevale nacque anche come un modo per esorcizzare questi timori, attraverso il travestimento dell’uomo proprio nella maschera del toro.

Maschere del Carnevale di Ottana

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Carnevale di Ottana – Foto: www.lettera43.it

La maschere del Carnevale di Ottana hanno tutte caratteristiche che riconducono alla vita agro pastorale: la classica è la Sos Merdules, che prevede l’utilizzo di maschere lignee che raffigurano il contadino. I lineamenti di questo tipo di maschera sono ruvidi, vissuti, ed in qualche modo sembrano raffigurare la dura vita dell’agricoltore.

Infatti la loro camminata è lenta, sofferente, così come i loro sommessi lamenti, mentre in una mano tengono salde le redini che tengono a freno Sos Boes, il bue, e nell’altra hanno un bastone, usato anch’esso per tenere a bada l’animale.

La maschera del Sos Boes è caratterizzata da un abbigliamento estremamente caratteristico: il figurante infatti indossa pelli di pecora, e porta sulla spalla una cinta di cuoio, a cui sono appesi dei campanacci, che emettono un gran frastuono durante la loro avanzata.

Vi è poi Sa Filonzana, un uomo che si traveste da donna anziana, che incute timore a chiunque la guardi. La sua camminata è grave, lenta e inquietante, mentre la sua postura è curva. E’ vestita di nero ed ha il viso nascosto da una maschera di legno, mentre nelle mani tiene il fuso e la lana. E’ in grado di prevedere il futuro in cambio di vino di qualità: se questa offerta non dovesse soddisfare i suoi gusti, le sue parole non saranno certo di buon auspicio.

I Sos Porcos e i Sos Molentes sono le maschere che raffigurano rispettivamente il maiale e l’asino. Il viso degli animali è nascosto da una maschera di legno, ed hanno naturalmente appeso al loro corpo un campanaccio, ricreando fedelmente la vita quotidiana di questi animali.

Altre maschere sono quelle del cervo (Su Cherbu), e del capriolo (Su Crappolu). Infine troviamo i Sas Mascarias Serias, uomini e donne vestiti con abiti consumati, vecchie lenzuola e tovaglie, che saltellano incessantemente muovendosi al ritmo di una danza primordiale.

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