Carnevale di Corleone 2019: la festa de “U Riavulicchiu”

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Carnevale di Corleone 2018 – Foto: http://catania.liveuniversity.it

Il Carnevale di Corleone, in provincia di Palermo, è un evento che anima le strade della città una volta l’anno e che attira sempre più turisti e curiosi.

La manifestazione si svolge in più giornate, animando l’atmosfera della città con maschere e cortei dei carri carnevaleschi. Il Martedì Grasso viene messo in scena il rogo del fantoccio cosiddetto Nannu, un personaggio con una collana di salsicce a l collo che è il simbolo dei bagordi di questa festività, che sancisce la fine della festività carnevalesca.

Storia del carnevale di Corleone

La storia del Carnevale di Corleone affonda le sue radici nelle tradizioni pagane delle popolazioni che hanno abitato la città, e proprio per questa sua origine le celebrazioni sono state spesso osteggiate.

Si racconta che la festa abbia avuto origine in epoca romana e che sia stata fortemente contrastata dall’avvento del Cristianesimo, che combatteva ogni manifestazione laica.

I festeggiamenti del sono ritornati in auge solo durante gli anni novanta, dopo decenni durante i quali questa festività pagana era stata accantonata per motivi di ordine pubblico.

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Oggi le celebrazioni dell’antica tradizione del carnevale corleonese prevedono la premiazione del carro allegorico più bello, preceduta dalle sfilate che si svolgono il Sabato, la Domenica ed il Martedì grasso, tutte animate dalla banda e dalle maschere tipiche della tradizione.

Sicuramente la manifestazione nel passato aveva caratteristiche più popolari, come le scorribande tra le vie della città di tanti Riavulicchiu, accompagnati dal suono di sonagli e corni.

Molti sono gli eventi che si susseguono durante i festeggiamenti: sicuramente imperdibile è il ballo in maschera che si svolge nella piazza dove è situato il Municipio, che conclude in serata i festeggiamenti di carnevale con il rogo del Nannu.

La morte è il simbolo della fine di un ciclo, dopo il quale si è pronti per iniziarne uno nuovo, pieno di buoni auspici.

Purtroppo oggi i festeggiamenti per il Carnevale di Corleone hanno perso molto del loro carattere originario, fatto di inni, indovinelli e canti popolari in dialetto, ricchi di allegorie e significati.

I carri del Carnevale di Corleone

I carri del Carnevale di Corleone sono il motivo principale che attrae visitatori e turisti, grazie al lavoro meticoloso che inizia mesi prima per il loro allestimento e che culminano proprio nelle strade montando i singoli pezzi in un’unica composizione.

In occasione del carnevale, i carri animati da figure allegoriche sfilano per il paese lasciando a bocca aperta grandi e piccini, per la maestria con la quale vengono realizzati.

Spesso le tematiche dei carri del carnevale corleonese sono legate alla realtà politica e sociale attuale, trattati in maniera scherzosa ma con un messaggio forte e d’impatto.

Il carro più bello viene premiato durante il Palio dei Quartieri con un trofeo, tenendo conto soprattutto della fantasia che caratterizza l’intera opera e la bellezza della resa finale.

Nonostante ogni carro abbia un tema centrale, il fine è sempre quello di esorcizzare le paure facendo nascere un sorriso sulla bocca di chi li osserva.

Le maschere del Carnevale di Corleone

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Maschere del Carnevale – Foto: www.cittametropolitana.pa.it

Le maschere del Carnevale di Corleone coniugano la tradizione pagana con la cultura popolare, in un mix davvero unico e suggestivo.

La manifestazione ha una antichissima tradizione di maschere, ma sicuramente quella più caratteristica è quella del diavolo detto Riavulicchiu.

Si narra che la sua origine risalga al XIII secolo, quando Oddone di Camarena presiedeva la colonia di Lombardi che ebbero il compito di ripopolare il sud della penisola.

Potremmo dire che non c’è maschera più caratteristica per questa festa, che è preceduta dal suono del corno e che ricoperta di campanelli se ne va a spasso per la città ballando e saltellando. La sua natura gioiosa serve in qualche modo anche ad esorcizzare il male, una sorta di antidoto ai periodi brutti che stanno per finire.

Alla fine delle celebrazioni il Riavulicchiu viene portato a spalla dai diavoletti e bruciato al rogo, una vera e propria messa in scena della vittoria del bene sul male di matrice cristiana.

Un tempo a questa maschera tipica che anima il carnevale di Corleone si affiancavano dei cavalieri mascherati, che irrompevano tra la folla nelle strade della città.

Dal sabato al Martedì grasso si susseguono sfilate di maschere, insieme ai cortei dei carri di cartapesta, che culmina con la premiazione di quello più fantasioso ed originale.

Ai festeggiamenti si accompagnano pietanze ricche, come pasta fatta in casa al ragù e salsicce.

Il carnevale corleonese ha un altro simbolo antichissimo, il Nannu.

Questo è un fantoccio con le fattezze di un vecchietto che viene bruciato per concludere i festeggiamenti, la sera del Martedì Grasso nella piazza principale.

La sua comparsa è una vera e propria messa in scena teatrale che prevede la lettura del suo testamento, tra la folla di persone che partecipano alla festa in maschera, con la sua collana di salsicce al collo.

Il fantoccio è poi trasportato al rogo, un altro simbolo di matrice cristiana, che simboleggia la vittoria del bene sulle barbarie pagane.

Programma del Carnevale di Corleone 2019

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Il programma del Carnevale di Corleone è ricco di eventi, tutti molto festosi e caratteristici, adatti a qualsiasi tipo di pubblico dai più grandi ai bambini.

Quest’anno i festeggiamenti si svolgeranno dall’otto al tredici Febbraio, attirando visitatori provenienti dai paesi circostanti ma anche turisti da tutta l’Italia, che vengono attratti da una tradizione così antica.

Il Sabato, la Domenica ed il Martedì si potrà assistere alla sfilata dei carri allegorici, lasciandosi travolgere e meravigliare dall’ingegno e dalla maestria.

La banda musicale animerà queste giornate suonando la musica della tradizione popolare, passando tra la folla di personaggi mascherati e dei Riavulicchiu.

La mattina del Martedì grasso si svolgerà l’inseguimento del porcu frisatu, ovvero un porcellino che viene lasciato libero all’interno dei giardini pubblici.

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