carri di carnevale
Storia Carnevale

I migliori carri di Carnevale in Italia

L’Italia, durante il mese di Febbraio, è famosa per i carri di Carnevale che sfilano in occasione di quella che da molti, e non a torto, è considerata la regina delle feste.

È il Carnevale un simbolo di allegria e colore dalla storia secolare e che anno dopo anno si arricchisce di nuove tradizioni per la gioia di grandi e bambini.

Dal nord al sud d’Italia sono tantissimi i festeggiamenti che si organizzano in occasione del Carnevale che quest’anno vede il giorno del Martedì grasso, cadere in data 25 Febbraio.

E protagonisti degli innumerevoli corsi mascherati che caratterizzano i giorni di festa di tante località più o meno famose, sono proprio loro, i carri di Carnevale!

Chi non ha mai visto almeno una volta i carri di Carnevale, queste vere e imponenti opere teatrali itineranti su strada, quasi sempre accompagnate da gruppi mascherati, costumi di ogni genere e fantasia, musica ed una pioggia di coriandoli?


Queste possenti macchine di cartapesta, sono anche carri allegorici che, in ogni sfilata di carri di Carnevale che si rispetti, mirano a prendere in giro la politica, ricordare fatti di attualità o rappresentare personaggi reali in forma caricaturale.

Ma quali sono le origini del carnevale e soprattutto, quali sono i migliori carri di Carnevale in Italia?

Alla seconda domanda è molto semplice rispondere: tantissimi, ma quelli che da sempre si distinguono per fama, originalità e rappresentazione scenica sono i carri di Carnevale di Viareggio, ma famosissimi sono anche il Carnevale di Acireale e il Carnevale di Putignano.

Ogni anno, in queste località vanno in scena i vari corsi mascherati, ossia le sfilate dei carri allegorici con festeggiamenti a cui partecipano centinaia di migliaia di spettatori, deliziati non solo dalle coreografie ma anche dall’occasione di abbuffarsi con i dolci tipici del carnevale, come le frittelle, le castagnole, chiacchiere e le bugie.


Per quanto riguarda l’origine della festa e dei carri di Carnevale, ebbene essa è davvero antica; le sue radici affondano infatti nell’antica Grecia e nei Saturnali romani. Queste feste si celebravano nel mese di Febbraio che veniva associato alla purificazione e che, rappresentando il passaggio dall’inverno alla primavera, veniva associato alla fecondità della terra dopo il letargo invernale.

Col passare dei secoli, a partire dal Medioevo, il carnevale ha assunto diverse sembianze ed è stato riconosciuto dal cristianesimo come il periodo che separa dalla Quaresima dedicata all’astinenza e al digiuno, nel quale veniva consentito di essere un po’…matti! Nel senso buono del termine ovviamente.

E quindi largo agli scherzi (d’altronde “a Carnevale ogni scherzo vale”), alla goliardia, alla trasgressione delle regole, e al buon mangiare senza freni o inibizioni: il re del Carnevale era il vigile della pazza allegria pazza, della sospensione momentanea della legge e pure della morale all’inno di “semel in anno licet insanire”, ossia “una volta l’anno si può essere folli”!

Perfino i preti si distinguevano per quelli che sono entrati nel dire comune gli “scherzi da prete” ed eccoli così ideare barzellette, burle e pantomime per far divertire i fedeli.


Il Rinascimento ha visto il debutto dei carri di Carnevale con i quali i nobili dell’epoca facevano sfoggio della loro grandiosità: “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto sia, del doman non c’è certezza”, intonava Lorenzo il Magnifico in occasione dei carri allegorici fiorentini.

I travestimenti con i costumi e le maschere, i gruppi mascherati e i carri di carnevale, che giravano per le città in particolare nell’ultima settimana della festa, dal Giovedì al Martedì grasso, servivano ad annullare, seppur per un breve lasso di tempo, le distanze tra i ricchi e i poveri, e a festeggiare tutti insieme per propiziare un abbondante raccolto in primavera e per rendere più leggeri i successivi giorni di penitenza.

Il nome Carnevale, infatti, per alcuni deriva dal latino “car navalis“, col quale si indicava l’usanza di portare una nave sacra in sfilata su un carro; tuttavia la teoria che va per la maggiore vuole il nome carnevale originarsi dal latino “carnes levare“, cioè togliere la carne riferito al seguente periodo di digiuno della Quaresima.

Ancora oggi i carri di Carnevale più belli sfilano il Martedì grasso, il giorno nel quale i festeggiamenti carnevaleschi raggiungono il loro apice.

Certamente durante il carnevale contemporaneo non avviene più un rimescolamento delle gerarchie sociali come accadeva nei secoli passati ma quel senso di sconfinata allegria, risate e scherzi è rimasto intatto ed è giunto fino a noi per farci vivere ogni anno un momento di straordinaria follia!

Come costruire un carro di Carnevale

carri di carnevale putignanoI carri di Carnevale, quei giganti di cartapesta che sfilano in processione nelle sfilate di carnevale più belle d’Italia, prendono vita, appunto, dalla cartapesta, in pratica una mistura realizzata con materiali di riciclo quali possono essere la carta di vecchi giornali o riviste, colla, argilla, acqua e farina.

È il caso del Carnevale di Viareggio che con i suoi maestosi carri di Carnevale in questi giorni si trasforma nella cittadella del Carnevale per antonomasia con i suoi fantasmagorici corsi mascherati.

La cartapesta, d’altronde, si presta benissimo a dare forma ad un carro allegorico, dal momento che è molto leggera, non si rompe e si modella con grande facilità.

Ecco allora che grazie a questo materiale i carri di Carnevale divengono delle vere e proprie sculture originate da un mix di quintali di giornali, chili di farina e litri di colla, acqua e vernici dei più variopinti colori: tutti ingredienti economici e facili da trovare.


Quello che invece serve in abbondanza per la realizzazione dei carri di Carnevale è invece il tempo e la maestria che ogni “addetto ai lavori” facente parte dei diversi gruppi carristi presenti in Italia, custodisce gelosamente nel suo scrigno di sapienza artigianale.

La costruzione di un carro allegorico comincia sempre con l’ideazione di un progetto che può prendere spunto dai più svariati settori della vita quotidiana: la politica, il calcio, i fatti di attualità (quest’anno, ad esempio, va tantissimo l’ambiente), la mitologia, i super eroi e chi più ne ha più ne metta.

In seguito i maestri artigiani, spesso aiutati dagli appassionati che nel tempo libero amano dedicarsi alla fabbricazione dei carri di Carnevale, cominciano l’opera scultorea sciogliendo la farina nell’acqua al fine di ottenere un impasto che funge da collante; si passa poi a modellare la carta fino a plasmare volti, corpi o strutture dalla grandezza esagerata, spesso grotteschi, ironici e fantastici, creature metafisiche, oniriche e leggendarie uscite da un libro di fiabe ma allacciate alla realtà attuale e rappresentanti del mondo e della vita.


La carta a calco, così come viene anche chiamata la cartapesta, viene “forgiata” su calchi di gesso e argilla e poi dipinta con tinte appariscenti. I carri di Carnevale vengono interamente confezionati a mano.

Finito il lavoro di fabbricazione delle maschere e dei carri di Carnevale, si procede alla loro decorazione e abbellimento con fiori, disegni e paesaggi super colorati. Infine la scultura di cartapesta vede il tocco sagace di meccanici ed elettricisti ai quali spetta il compito di far muovere i carri di Carnevale, questi possenti giganti di cartapesta, che possono raggiungere perfino i 18 metri di altezza, e realizzare mirabolanti effetti speciali e musicali.

I corsi mascherati che nelle sfilate raggiungono il miglior punteggio per gradimento divengono carri di prima categoria; gli altri di seconda categoria e coloro che li hanno fabbricati l’anno successivo gareggeranno nelle rispettive categorie.

Temi dei carri di Carnevale

Tra le gigantesche creazioni di cartapesta di ogni manifestazione carnevalesca, è infatti tipico trovare carri di carnevale, gruppi mascherati e costumi che richiamano ai personaggi più sotto ai riflettori dell’anno in corso. Ed ecco quindi che nelle botteghe dei maestri cartapestai fioccano bozzetti caricaturali a tema, capaci di ricreare con fantasia l’attualità e la cultura contemporanea.

Carri di Carnevale di Viareggio

Il Carnevale di Viareggio in Toscana, quest’anno animerà come sempre la cittadina situata sulla meravigliosa costa della Versilia e, con i suoi oltre 140 anni di storia, merita senza dubbio la palma per la sfilata dei carri di Carnevale più famosa d’Italia.

Tra i costumi il simbolo è il personaggio di Burlamacco, la maschera tradizionale di Viareggio.

A fabbricare gli straordinari carri di Carnevale di Viareggio sono le mani dei famosissimi maestri costruttori della bellissima cittadina toscana, che vanta più di 25 aziende artigiane locali nelle quali oltre 1.000 lavoratori ogni anno si adoperano per dare anima ai carri di Carnevale viareggini: il risultato di tanta laboriosità è un impatto teatrale unico, con una scenografia ricca di musica, costumi, gruppi mascherati e coriandoli in un tripudio di colori e vivacità.

E ad ogni Carnevale, al termine delle sfilate, tra cui la più famosa è quella del corso mascherato, viene stilata una classifica per opera di una selezionata giuria e decretati i più bei carri di Carnevale dell’anno.


Leggenda vuole che i carri allegorici di Viareggio e le loro caricature cariche di satira pungente, siano nati nel 1873 dalla fantasia di alcuni giovani avventori del Caffè del Casinò che ne organizzarono, forse per manifestare il loro dissenso alla politica dell’epoca, la prima sfilata.

I carri allegorici del Carnevale di Viareggio, prendono vita e sono custoditi nella Cittadella del Carnevale, un grande complesso composto da 16 capannoni nei quali i maestri carristi danno forma alle loro creature di cartapesta.

L’avvio ufficiale delle feste del carnevale viareggino viene proclamato dallo sparo in mare di tre colpi di cannone dopo i quali cominciano le 5 grandi sfilate che caratterizzano il lungomare della città.

Carri di Carnevale di Acireale

Sono conosciuti per essere i protagonisti del più bel carnevale della Sicilia, un trionfo di musica e colore che va in scena nella meravigliosa cornice in stile barocco della città situata a nord di Catania.

Tra l’altro il Carnevale di Acireale si distingue per essere un appuntamento ricco non solo di carri allegorici ma anche di eventi enogastronomici da leccarsi i baffi, basti pensare alla specialità del carnevale siciliano, la pignolata.

Quest’anno, le strade della cittadina saranno invase da carri di Carnevale, gruppi mascherati, gigantesche macchine di cartapesta e costumi di ogni genere ma tra i quali il beniamino rimane il simbolo del carnevale di Acireale, l’intramontabile Beppe Nappa, la maschera più antica della Sicilia che rappresenta il servo pigro e sciocco; il tutto travolto da una marea di coriandoli e immerso in un allestimento floreale impreziosito dal passaggio di carretti infiorettati.

Le origini del Carnevale di questa cittadina della Sicilia risalgono al 1500 ed è nato come un appuntamento nel quale gli abitanti si sfidavano in strada a tiri di limoni e arance; in seguito gli “scontri” a sottofondo di agrumi vennero banditi e a trarne vantaggio è stato il carnevale tradizionale che dal 1700 si arricchisce dell’ilarità degli abbatazzi, poeti popolari bravissimi ad improvvisare divertenti rime per le strade e nelle piazze, e di una splendida e originalissima sfilata dei carri di Carnevale e delle maschere in cartapesta.


Tradizione che continua ancora oggi con i carri di Carnevale che propongono al pubblico straordinarie caricature delle personalità del mondo attuale più conosciute, in versione davvero colossale e per la realizzazione delle quali ci vogliono mesi di lavoro.

Da Piazza Duomo, sono tre i tipi di carri di Carnevale che sfilano per le stradine della città: i carri infiorati che richiamano i carri allegorici della Costa Azzurra in Francia e qui addobbati con profumatissimi fiori veri tra i quali spiccano i garofani, quelli allegorico-grotteschi di cartapesta e i carri in miniatura conosciuti anche come lilliput e rivolti principalmente ai bimbi.

Alla conclusione dei festeggiamenti, tra il brillare dei fuochi d’artificio, viene poi premiato il carro più estroso. Il Carnevale di Acireale si distingue inoltre per un’altra peculiarità: la cosiddetta cassariata, ossia una bellissima sfilata di carrozze d’epoca dalle quali una volta, in nobili erano soliti lanciare confetti al popolo che si accalcava a godere dello spettacolo.

Il Carnevale di Acireale prende l’avvio ufficiale con una cerimonia: la consegna delle chiavi della città al Re Burlone che proclama l’inizio della folkloristica festa nel centro storico di Acireale.

I Carri di Carnevale di Putignano

In Puglia il Carnevale di Putignano vede la sfida a colpi di cartapesta, dei maestri cartapestai della Fabbrica dei Giganti di Carta; non è un caso infatti che la scuola di Putignano, ed i suoi carri di Carnevale e corsi mascherati siano famosi in tutto il mondo.

Apre le danze del Carnevale di Putignano la Festa delle Propaggini legata a Santo Stefano, ma allo stesso tempo simbolo della tradizione satirica e dissacrante del Carnevale di Putignano: la sua sfilata di carri allegorici è considerata tra le più antiche in Europa, tanto che quest’anno celebra la 626° edizione (nasce nel 1394), con i carri di Carnevale, i gruppi mascherati, i costumi ed una miriade di coriandoli che cominceranno a percorrere le vie della città fino al giorno del martedì grasso.

Ogni anno i festeggiamenti prendono avvio il 17 Gennaio, con la festa di Sant’Antonio Abate e tutti i giovedì del periodo carnevalesco, sono dedicati, tra carri di Carnevale, sberleffi, satira e tanta allegria, ad una determinata categoria sociale.


Altro evento che caratterizza il Carnevale di Putignano è il rito della Campana dei Maccheroni: nella Piazza del Plebiscito della cittadina un’enorme campana di cartapesta dotata di un potente impianto di amplificazione, emette 365 che simboleggiano la conclusione del carnevale e l’inizio della Quaresima il termine dei festeggiamenti e l’inizio della penitenza; nell’ora antistante la mezzanotte, si balla e ci si abbuffa con squisiti maccheroni salsiccia e pomodoro.

I corsi mascherati e i carri allegorici di Putignano sono un mix tra innovazione e antica tradizione, frutto dell’inesauribile fantasia dei cartapestai.

La maschera tradizionale è la Farinella che dà il nome anche ad un piatto tipico del luogo simbolo di sfrenata allegria. E tra una sfilata e l’altra non si può non gustare la specialità gastronomica del Carnevale di Putignano: la farrata.

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