Maschere di Carnevale tradizionali in Italia

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maschere di carnevale tradizionali
Maschere di Carnevale – Foto: www.travioor.com

Il Carnevale è un momento dell’anno in cui si riscoprono le storie risalenti al Teatro dell’Arte, alla commedia e ai burattini.

Le maschere di Carnevale tradizionali sono infatti legate all’estro di scrittori e sceneggiatori di tante epoche differenti, a partire dall’antica Roma.

Colori, espressioni e peculiarità derivano dalle caratteristiche della popolazione di ogni territorio d’origine, come se fosse una sintesi di un modo di vivere.

Ci sono personaggi inventati, ispirati ai soggetti incontrati dagli scrittori oppure frutto di approfondite osservazioni abbinate alla creatività.

Maschere di Carnevale tradizionali italiane

Ci sono maschere di Carnevale tradizionali in ogni regione d’Italia, legate alle città e a determinate zone. Alcune sono più famose, altre meno, ma tutte contribuiscono ad animare la festa più attesa dell’anno da grandi e piccoli. Insieme alle maschere tradizionali ci sono particolari attività legate alla celebrazione del personaggio carnevalesco, rendendo la tradizione ancora più avvincente.

Nomi delle maschere di carnevale

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La più popolare maschera di carnevale è sicuramente Arlecchino, molto apprezzato per i tantissimi colori che compongono, attraverso piccoli quadri, l’abito, insieme al bizzarro cappello e alla maschera posta intorno agli occhi. La tradizione attribuisce al personaggio l’origine ad un bambino bergamasco, proprio chiamato Arlecchino.

Suo conterraneo è Brighella, un servo astuto e privo di scrupoli, vestito con un mantello molto fastoso.

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Bolognese è invece Balanzone, un elegante dottore che mostra la sua superbia a cui gli fa eco Tartaglia, avvocato affetto dalla balbuzie e dalla povertà di valori e contenuti.

Un particolare nome è stato attribuito alla maschera siciliana Peppe Nappa, un servo sciocco e svogliato.

Dalla Toscana, invece, e più precisamente dal Carnevale Viareggio, città carnevalesca per antonomasia, arriva Burlamacco, uscito dalla penna di un disegnatore alla ricerca spasmodica di una maschera per la città.

Non da un disegnatore, ma da uno sceneggiatore teatrale nasce Capitan Spaventa, vanaglorioso personaggio dal grande ego del carnevale ligure.

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Una storia ben diversa è quella di Cassandro, senese, vittima di burle e riapparso nei teatri dopo una lunga assenza. La sua creazione è del Cinquecento.

E dopo tanti uomini, appaiono anche le prime donne come Colombina, prima fidanzata e poi moglie di Arlecchino, contraddistinta non solo dalla bellezza, ma anche dalla furbizia. Stesse caratteristiche di Corallina una serva nata a Parigi. Con loro appare Rosaura, figlia di Pantalone, uomo che rivolgeva grandi attenzioni a Colombina.

Sulla scena delle maschere di carnevale tradizionali arriva, ancora da Bologna, Fagiolano, un popolano birichino.

Dal popolo giunge anche Gianduja, la maschera torinese amante del cibo e del vino.

La gente comune ha sempre affascinato i creatori delle maschere, come accaduto per Gioppino, un contadinotto bergamasco risalente all’Ottocento.

A Milano era stato inventato Meneghino, una figura prestata a ruoli sempre diversi, incarnando i tratti del milanese tipico, presente nelle persone di ogni ceto sociale.

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Un po’ come succede per Meo Patacca, proveniente da Roma, in particolare dal popolare quartiere di Trastevere, animato però dallo spirito del bullo. Stessa sorte per Rugantino, provocatore e insolente. Nel tempo si è trasformato nel cittadino romano assetato di giustizia.

La storia, però, ha fatto nascere nuove rappresentazioni delle maschere. Tra i più famosi alter ego di Arlecchino c’è Mezzettino.

Tra i meno noti figura Predolino, diventato celebre con il trasferimento in Francia, dove ha preso il nome di Pierrot.

Con un costume simile a quello dell’italiano più noto d’oltralpe c’è Pulcinella, truffatore napoletano.

Dalle simili caratteristiche è Scaramuccia, nato in Italia e sviluppatosi in Francia. Dalla tradizione burattinaia di Modena arriva Sandrone, un contadino ignorante e furbo. Un po’ come Stenterello, la maschera fiorentina.

Passiamo nel dettaglio ad alcune delle maschere tradizionali italiane.

Maschere di carnevale piemontesi

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Foto: www.magbuzz.de

Il personaggio che rappresenta maschera di carnevale piemontese si chiama Gianduja. Un cavaliere elegante, originario del popolo, dotato di intelligenza e furbizia. Ama il buon vino e lo stare a tavola, e si contraddistingue per il senso di giustizia, schierandosi sempre con le persone deboli. La maschera di carnevale piemontese è una delle più raffinate negli abiti.

Maschere di carnevale lombarde

Tra le maschere di carnevale lombarde, spunta quella milanese di Meneghino. Si tratta di un servo con modi rozzi e piuttosto ignorante, ma nel tempo si evolve e fa emergere il buon senso e l’onestà.

Un po’ come accade per la maschera di carnevale piemontese, Meneghino è abituato a schierarsi con il popolo, lottando per i diritti e la giustizia. Incarna i tipici tratti della società milanese, abituata a parlare vantandosi.

A fare la parte del leone per le maschere di carnevale lombarde è Bergamo, città natale del famosissimo Arlecchino, figlio del popolo, intelligente, furbo e sempre pronto a fare scherzi a tutti, tanto da farsi odiare.

Ha sempre fame. Nella sua storia ci sono gli intrecci con Venezia, facilitati dall’appartenenza di Bergamo alla repubblica veneta.

A Bergamo c’è anche Brighella, un capo servitù che usa la sua astuzia per anteporsi ad Arlecchino. Ossequia i padroni, mentre imbroglia tutti quelli che può. I lombardi sono tra le maschere di carnevale tradizionali più rappresentate a teatro e negli spettacoli di burattini.

Maschere di carnevale venete

maschere di carnevale venete

La bellezza è donna, ben rappresentata da Colombina, una servetta molto graziosa, astuta e vivace.

Si presenta come una persona molto affezionata alla signora per cui presta servizio, ma tiene comportamenti civettuosi con gli uomini, parlando troppo e raccontando bugie. Le maschere di carnevale venete si uniscono per costruire una storia avvincente.

Pantalone, un mercante veneziano noto per la sua immensa ricchezza, è vecchio e avaro, ma dedica molte attenzioni a colombina. Le tenta tutte per conquistare il cuore della bella serva, che si fidanza con Arlecchino, finendo per sposarlo.

Pantalone e Colombina sono le maschere tipiche del Carnevale di Venezia.

Maschere di carnevale Emilia Romagna

Ci sono diverse maschere di carnevale tradizionali nella regione, ma la più importante è sicuramente il Dottor Balanzone, bolognese. Si presenta come tuttologo, infatti sa parlare di qualsiasi argomento e sa tutto. Caratteristiche che lo rendono pedante e lo portano a brontolare molto spesso. Tra le maschere di carnevale dell’Emilia Romagna è proprio Balanzone a prendere in giro la saccenza tipica di una certa categoria di persone della società locale.

Maschere di carnevale Toscana

Stenterello è il personaggio carnevalesco più noto della regione. Un contadino piuttosto ignorante ma furbo, pronto a trarre vantaggio dalle varie situazioni e a sfoggiare le tipicità del popolo toscano. Le maschere di carnevale tradizionali sono spesso come Stenterello, derivando dalle storie e dalle caratteristiche del popolino.

Maschere di carnevale Lazio

Roma genera personaggi carnevaleschi che escono dal popolo e si presentano come bulli, armati e litigiosi. Rugantino è l’esempio principe, capace però di cambiare nel tempo. E’ arrogante, la furbizia lo caratterizza, così come la pigrizia, ma in fondo si scopre una persona buona, amabile e sempre dalla parte del popolo di cui fa parte.

Maschere di carnevale Campania

Da Napoli arriva un simpatico Pulcinella. Incarna l’ingegno locale, non sempre utilizzato nella giusta direzione. E’ un servo povero, pronto a dire la verità in ogni situazione o quasi. Fisicamente ha una gobba e un naso di dimensioni importante. Lo accompagnano il sorriso e la parlantina, oltre al piacere per la tavola e il vino. Spicca tra le maschere di carnevale tradizionali.

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