Storia del Carnevale

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storia del carnevale

Il Carnevale è senza dubbio il periodo più colorato e allegro dell’anno, oltre a essere una delle festa preferite dai bambini.

Da sempre abbinato alle maschere e agli scherzi, rappresenta oggi un’occasione per festeggiare con parenti e amici con travestimenti e carri allegorici. Un canale di sfogo per tutta la società che, ancora oggi, coglie l’occasione per prendersi in giro bonariamente, partendo spesso dalla politica per finire ai fatti di attualità.

Il periodo in cui si festeggia il Carnevale è quello che precede la quaresima e si conclude il giorno così detto del martedì grasso, proprio prima del mercoledì delle ceneri. Il nome proveniente dal latino ricorda il divieto di mangiare carne proprio durante i giorni di Quaresima.

Origini del Carnevale

origini del carnevale

Le origini del Carnevale sono antiche e avvolte da un alone di mistero. Ci sono più versioni che raccontano la storia del Carnevale, tra queste quella raccontata nella cultura cattolica in cui si rappresenta il periodo prima della Quaresima, in cui è proibito mangiare carne.

Le sue origini sembrano però ancora più antiche e rimandano addirittura alle cerimonie pagane in onore del dio Saturno, quando uomini e donne danzavano mascherati per chiedere un buon raccolto per il nuovo anno.

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Le maschere servivano anche per ingannare invertendo i ruoli tra plebei e nobili, gozzovigliando e bevendo senza limite.

Anche nel Medioevo la festa avveniva su per giù allo stesso modo, con la differenza che per concludere la festa si dava fuoco a un fantoccio bruciando idealmente tutti i mali e richiamando la fortuna e la fertilità nei confronti dei presenti.

Nel Cinquecento il messaggio del Carnevale fu affidato principalmente a compagnie di attori in maschera, ridimensionando i festeggiamenti sregolati, che si esibivano principalmente nelle corti dei nobili.

Storia del Carnevale: i costumi

costumi di carnevale

Le maschere e i costumi di carnevale usati variano a seconda della fantasia e della creatività.

Le più famose sono da sempre quelle di Pulcinella e Arlecchino: personaggi unici che rappresentavano storicamente vizi e virtù del popolo.

Ci sono poi i coloratissimi Brighella, con il suo verde caratteristico o ancora Balanzone, con il suo mantello scuro, e poi Rugantino, Pierrot e Capitan Spaventa.

Ma la più famosa e amata nella storia del Carnevale è senza dubbio quella di Burlamacco, la classica maschera bianca e rossa adottata anche come simbolo del Carnevale di Viareggio, nata dalla generosità delle altre maschere, e rappresentata come un pagliaccio che indossa pezzi di altri personaggi, vestito con un abito a scacchi bianchi e rossi, mantello nero e cappello rosso.

Carri di Carnevale

carri di carnevale

Ogni anno parte la corsa alla costruzione del carro allegorico più bello di tutto il Carnevale. Si tratta di carri di grandi dimensioni realizzati in cartapesta, utilizzando vecchi giornali e amalgamandoli con acqua e colla.

Si rappresentano così figure buffe e goffe per prendere in giro attori, personaggi politici, sportivi, figure di fantasia e le immancabili maschere classiche della storia del Carnevale.

Di solito la creazione di un carro richiede un lavoro lungo ed elaborato, portato avanti in gran segreto dai carristi e svelato soltanto il giorno della sfilata.

Sul carro, poi, possono salire personaggi travestiti e addirittura reginette. Una volta finito di realizzare il modello del carro lo si decora con colori allegri e vivaci, fiori e tocchi di classe per renderlo il migliore di tutta la sfilata.

Dolci di Carnevale

dolci di carnevale

La parte gastronomica della festa non è di poco conto. Anche qui la trasgressione e l’eccesso, in questo caso però di crema, zucchero e altri ghiotti ingredienti, sembra essere una parola d’ordine. I dolci devono essere abbondanti, come comanda la storia del carnevale, colorati e quasi sempre fritti.

Le ricette variano da regione a regione, differenziando non solo profumi e ingredienti ma anche il nome della stessa ricetta. Ecco quindi che gli Strufoli si trasformeranno in Cenci, Zeppole, Chiacchiere o addirittura in Bugie.

Tra i dolci di carnevale più buoni e più consumati in tutta Italia ci sono le frittelle, farcite con crema, ricotta o semplicemente senza ripieno ma con tanto zucchero. Ci sono poi le Castagnole, conosciute anche con il nome di Panzerotti, che sono dei biscottoni morbidi ripieni di marmellata.

Il miele viene invece usato per farci i Topi: biscotti di pasta frolla ripieni anche di noci.

Da consumare insieme agli altri dolci di carnevale c’è poi il Sanguinaccio fatto con cioccolato fondente, mentre a Napoli è d’obbligo mangiare il Migliaccio, una torta fatta con il formaggio che ricorda molto il cheesecake, e le Zeppole di San Giuseppe, bomboloni farciti principalmente con crema pasticciera o cioccolato al latte.

Ci sono poi varianti dei dolci appena descritti come le frittelle di mele, la Pignolata calabrese (che ormai viene fatta e servita anche a Natale, Capodanno o in altri periodi di festa) e poi la Cicerchiata e i vari tipi di Strufoli guarniti con creme originali e sfoggiati in piazza dalle nonne.

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