Carnevale di Castiglion Fibocchi 2019: date del carnevale dei Figli di Bocco

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Carnevale di Castiglion Fibocchi – Foto: www.quintozoom.com

Un dolce incantesimo fatto di grazia, eleganza, fantasia, forme e colori; abile frutto di maestria e di esperienze artigianali tramandate di generazione in generazione, per centinaia di anni.

Il magico Carnevale dei Figli di Bocco si festeggia nello splendido borgo di Castiglion Fibocchi, gioiello delle colline toscane in provincia di Arezzo.

Un’atmosfera sospesa che riporta i fortunati spettatori nel più bel Medioevo: essa è stata premiata anzitutto dal tempo, che le ha fatto ormai acquisire un successo di fama internazionale, ma anche dal Ministero dei Beni Culturali che patrocina la manifestazione e dal Presidente della Repubblica in persona, che nel 2014 ha insignito il Carnevale dei Figli di Bocco con la Medaglia del Presidente della Repubblica.

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La manifestazione è parte fondamentale dell’identità del paese. Solo i figuranti che la animano sono oltre duecento; persone col volto coperto da pregiate maschere di cartapesta fatte a mano per quest’unica occasione. Un brillante sfavillio di colori invade l’antico borgo del paese.

L’impressione è quella di una passeggiata sospesa fuori da ogni dimensione temporale; le maschere sono personificazioni arcane e misteriose che si aggirano silenziose per le strade del paese destando fascino ed ammirazione tra gli stupiti spettatori.

Storia del Carnevale di Castiglion Fibocchi

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Carnevale di Castiglion Fibocchi – Foto: www.lamiabellatoscana.it

Il Carnevale dei Figli di Bocco risale al XII secolo. Molti documenti citano la manifestazione; uno dei più antichi, datato 2 maggio 1174, attesta che nel “Castellione de filiis Bocchi” bifolchi e Signori festeggiavano insieme “la festa de Carnasciale”.

Nella dura oppressione che caratterizzava la vita di molti, la nostra festa era una preziosa occasione di rivincita, per quanto ben regolata e temporanea, sentita da tutta la popolazione: a dominare allora, in quei pochi giorni di ribaltamento dei ruoli, era la follia del rovesciamento delle gerarchie; infatti solo a Carnevale, per quel breve periodo i “bifolchi” potevano comandare sui “Signori”.

Un altro documento, ancora più antico (del febbraio 1113!) cita il Carnevale. Il testo parla del matrimonio tra Berta di Ardimanno e Guglielmo di Bernardino, nobile del Valdarno. I due sposi furono costretti ad anticipare le nozze in quanto nel Castello de filiis Bocchi nella Val d’Arno aretino si doveva festeggiare il “Carnevale de filiis Bocchi”, prima dell’inizio della Quaresima.

La tradizione però non è sinonimo di chiusa staticità. Oltre alle affascinanti maschere barocche e medievali sono stati aggiunti scherzi, come “l’operazione”, di moda fino agli anni Quaranta: essa consisteva nel simulare un’operazione chirurgica durante la quale dalla pancia del paziente venivano estratti prosciutti, salsicce e perfino colombe! In tempi duri, il sogno “carnascialesco”, il ribaltamento rispetto al quotidiano, era poter mangiare senza limiti miracolose prelibatezze!

Altra “aggiunta” dell’ultimo millennio è il rito della “pastasciutta”. Durante la manifestazione vengono portate in piazza delle caldaie, come quelle una volta usate per cuocere verdure per gli animali ma qui destinate alla cottura della pastasciutta.

Carri e le maschere del carnevale di Castiglion Fibocchi

Il Carnevale vanta centinaia di suggestive maschere, qui ne raccontiamo alcune.

Il Nido d’Amore è una di quelle maschere che richiedono la partecipazione di più figuranti. Questa è completata da due inseparabili personaggi: un primo, vestito di stoffe pregiate che sfumano in diverse tonalità di verde, ed un secondo, con un lungo vestito arancione e una maschera tempestata di farfalle.

Nel prezioso archivio storico del Carnevale possiamo non solo conoscere i “personaggi” più antichi della sfilata ma anche leggere un breve aforisma che, in toni vagamente misteriosi, guida all’interpretazione di ciascuno; nel caso del Nido d’Amore la frase dice: “È la primavera leggiadra come una farfalla e melodiosa come il canto degli uccelli”.

Altra splendida maschera è la Giovinezza Dorata. Accompagnato da una frase che ne celebra l’effimera bellezza, questo personaggio è uno dei più amati della manifestazione. Il copricapo, un lungo cono morbido di velluto blu e bianco con dei ricami dorati, è ravvivato da pietre preziose e foglie d’oro. Una maschera bella, preziosa e delicata proprio come la giovinezza.

Il Guardiano della Notte, la Ninfa dei boschi, la Promessa d’Amore e il Gallo Cedrone sono solo alcune delle centinaia di maschere che sfilano. Nonostante i numeri l’atmosfera è solenne e raccolta, quasi intima, perché tutta la manifestazione si svolge nei vicoli.

La maschera più importante di tutte è senza dubbio quella di Re Bocco. È ritenuta la maschera zero ed è l’unica che ha il volto scoperto.

Tutti sanno chi è Re Bocco, un sovrano buono che “apre le porte del castello dell’assurdo”, come dice un aforisma che lo descrive.

Se un re apre la sfilata a chiuderla saranno dei pazzi fedeli alla regina. Questa è la maschera che richiede più figuranti, almeno quindici. I Pazzi Ribelli riportano il caos tra le vie; l’aforisma a loro dedicato recita: “Pazzi e ribelli congiurano uniti come fratelli e fedeli alla regina portano scompiglio da sera a mattina”.

Date Carnevale Castiglion Fibocchi 2019

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Programma del Carnevale di Castiglion Fibocchi 2018

Per conoscere il nuovo programma del Carnevale di Castiglion Fibocchi 2018, basta cliccare sul link ufficiale della manifestazione.

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