Carnevale in Trentino Alto Adige 2019

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Carnevale in Trentino Alto Adige – Foto: www.tgcom24.mediaset.it

Quando si pensa alle tradizioni del Carnevale il pensiero corre subito al celebre Carnevale di Venezia, a quello di Viareggio o alle maschere della Commedia dell’arte tipiche del carnevale in Emilia Romagna.

Non meno suggestive e autentiche sono, però, le tradizioni custodite dalle valli incantate del Trentino Alto Adige, paradiso dello sci d’inverno e dell’escursionismo d’estate, dove ogni borgo, durante il Carnevale, si anima di un’atmosfera magica e piena di sfrenata allegria, dando vita a eventi e manifestazioni che consentono un affascinante tuffo nel passato, nel folclore e nella cultura popolare.

Il Carnevale in Trentino Alto Adige, nella cornice dello straordinario paesaggio alpino, è dunque un’occasione di divertimento per tutta la famiglia e allo stesso tempo permette di rivivere il significato originario di una festa che racconta del legame secolare e complesso tra l’uomo e la montagna.

Maschere del Carnevale in Trentino Alto Adige

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Maschere del Carnevale in Tretino – Foto: www.hoteltrento-dolomiti.it

Come accade per le altre regioni di Italia, anche le tradizioni e le maschere del carnevale in Trentino Alto Adige hanno le loro radici in un passato molto antico.

In particolare questa ricorrenza risale alla cultura rurale e arcaica di una popolazione contadina, che viveva il freddo e l’isolamento dell’inverno alpino come una notte lunghissima, nell’attesa della nuova stagione.

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La festa del Carnevale, con le sue risate, i suoi scherzi, la sua follia e i suoi travestimenti era il modo per esorcizzare le paure di una vita difficile, scandita dai ritmi di una natura spesso inclemente e per propiziare il ritorno della primavera e la rinascita della natura.

Per questo motivo molte delle maschere carnevalesche del Trentino Alto Adige simboleggiano il ciclo delle stagioni e sono legate ai riti contadini di purificazione dagli spiriti maligni dell’inverno.

Molti borghi e cittadine della regione in questo periodo si riempiono di coloratissime sfilate e cortei in maschera: vale la pena di segnalare alcune tra le maschere più rappresentative.

In alcuni paesi altoatesini come Nova Levante, il carnevale, Schuffa nel dialetto locale, è caratterizzato dalla presenza di maschere note come Schnappviecher, dei giganteschi, demoniaci mostri dalla testa pelosa, con grandi corna e grandi bocche con denti aguzzi che vengono fatte muovere producendo uno spaventoso rumore.

Nelle famiglie del luogo si tramandano di generazione in generazione i segreti per realizzare queste particolarissime maschere.

A Termeno invece, il martedì grasso viene celebrato con una spettacolare manifestazione: una sfilata di maschere allegoriche che prende il nome di corteo di Egetmann e che risale almeno al XVI secolo.

Egetmann Hansl è la mashera principale: un fantoccio di paglia con cappello a cilindro e guanti bianchi che gira su un carro nuziale accompagnato da un corteo di circa 32 personaggi, ciascuno con il suo ruolo specifico e la sua storia.

Tra queste, naturalmente la sposa di Egetmann, interpretata per tradizione da un uomo, poi i suoi consiglieri, tutti con giacca nera e cappello a cilindro, poi il così detto uomo selvaggio, un demone dall’aspetto spaventoso ricoperto di foglie di edera e con una maschera fatta pelle di coniglio. Il selvaggio, simbolo dell’inverno, è accompagnato dal cacciatore che ha il compito di ucciderlo.

Al ciclo delle stagioni si richiamano altre due figure tipiche del corteo, Burgl e Burgltreiber, un uomo e una donna con le mani e il volto ricoperti di fuliggine, che si rincorrono a simboleggiare la cacciata dell’inverno.

Un’altra misteriosa figurazione è quella del Altweiber-Mühle, un carro rappresentante un mulino dove i mugnai calano delle vecchie e dal cui fondo, come in una rigenerazione, vengono fuori delle belle e giovani fanciulle.

In val di Fassa il Carnevale ladino è un appuntamento tradizionale con le Facéres, antichissime maschere-guida del corteo carnevalesco, magistralmente realizzate in legno dagli artigiani locali.

Le figure più caratteristiche sono il Bufòn, con un nasone adunco, un cappello a punta adorno di nastri, ed un vestito coloratissimo: è un personaggio irriverente che indirizza battute scherzose e lazzi ai presenti.

Apre il corteo il Laché, con abiti dai colori sgargianti, e seguono i Marascòns, che saltellano facendo risuonare i campanacci in bronzo appesi alle cinture.

Carnevale di Arco 2019

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Carnevale di Arco 2018

Nella vivace cittadina di Arco, dalla spiccata impronta mitteleuropea e dall’atmosfera liberty, la festività del Carnevale è l’occasione per ricordare gli splendori di un’epoca in cui la regione dell’alto Garda era meta prediletta degli imperatore d’Austria, Francesco Giuseppe e della principessa Sissi, grazie al suo clima mite e salubre.

Il carnevale asburgico di Arco dal 1876 , anno in cui fu istituito, richiama ogni anno un gran flusso di visitatori che possono assistere alle rievocazioni d’epoca e respirare un’atmosfera di fine ‘800, con sfilate di carri allegorici, ma anche di splendide carrozze e di figuranti con magnifici vestiti riccamente decorati.

Nelle splendide sale del casinò si può partecipare a feste di corte in costume, dove poter ballare al ritmo dei valzer viennesi.

Molti ristoranti, in questa occasione, offrono menu d’epoca,con piatti preparati secondo le ricette originali.

Per la gioia dei più piccini da alcuni anni, nelle strade del centro storico, viene allestito Arcoland, un parco divertimenti per bambini, con giochi e artisti di strada.

Carnevale di Trento 2019

Sfilate di carri allegorici e cortei in maschera caratterizzano anche il vivace Carnevale della città Trento, dove tutta la cittadinanza è invitata a indossare un costume e unirsi ai festeggiamenti.

Giocolieri, musicisti di strada, performers e truccatori assicurano il divertimento per tutta la famiglia e per i bambini c’è il paese dei balocchi, con giostre d’altri tempi, dove assaporare tutta la magia del Carnevale.

I magnifici carri allegorici, sono l’opera collettiva e profondamente sentita di comitati di cittadini di Trento e dei paesi circostanti, che lavorano per mesi con maestria artigianale a partire dalla fine del periodo natalizio.

Questa è anche l’occasione per gustare i piatti e le specialità tipiche del Carnevale, che ogni ristorante e pasticceria offre, insieme agli ottimi vini del territorio.

Tra i dolci del carnevale un posto d’onore occupano i Krapfen, che con alcune varianti si trovano in molte altre regioni d’Italia – durante il Carnevale in Emilia Romagna ad esempio, compaiono con il nome di bomboloni – ma di cui il Trentino può a buon diritto rivendicare la paternità: venduti come street food nei forni e nelle pasticcerie, che li friggono al momento, vengono consumati caldi e sono una vera prelibatezza che accompagna i giorni del Carnevale.

Accanto ai Krapfen, tipici del carnevale trentino sono i crostoli e le castagnole: un vero itinerario di dolcezza nella pasticceria locale.

Carnevale di Madonna di Campiglio 2019

Il Carnevale a Madonna di Campiglio è un vero e proprio tuffo nel passato regale della regione: un’occasione unica per immergersi in un’atmosfera tardo ottocentesca, segnata dai fasti della corte asburgica.

La rinomata località sciistica, perla delle Dolomiti del Brenta, nei giorni del Carnevale si trasforma rievocando gli splendori della corte imperiale, con sfilate in raffinatissimi abiti d’epoca, cortei di carrozze al seguito di quella imperiale, passeggiate di ussari e dragoni a cavallo, balli in costume nello sfavillante salone Hofer dell’Hotel des Alpes e sontuosi pranzi di gala.

L’evento più emozionante e suggestivo è sicuramente la fiaccolata imperiale, la discesa con le fiaccole sugli sci della coppia regale e della corte.

Carnevale di Moena 2019

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Carnevale di Moena – Foto: www.valledifassa.com

Legato alla tradizione e alla cultura popolare ladina è invece il Carnevale di Moena, la così detta Fata delle Dolomiti, splendida località della Val di Fassa, celebre per gli sport invernali e per gli splendidi paesaggi montani.

Qui le origini del Carnevale si perdono nella notte dei tempi e sono legate al simbolismo del ciclo delle stagioni che scandisce la vita dei campi.

Caratteristiche sono infatti le maschere di legno, realizzate dagli artigiani del territorio, che indossano costumi coloratissimi e hanno il viso coperto da un velo e i Lonc, che incedono su lunghi trampoli e sono coperti da un lenzuolo.

Di sera, Arlechins e Lonc si scatenano nelle strade spaventando i passanti, inseguendoli e facendo loro scherzi.

E’ possibile incontrarli anche sulle piste da sci, dove il loro abbigliamento colorato fa uno splendido contrasto con l’ambiente circostante.

Carnevale di Penia di Canazei 2019

Profondamente sentito dalla comunità locale, che ne tramanda intatta la tradizione, proteggendo la forte identità ladina, è il Carnevale di Penia di Canazei, in Val di Fassa, che impazza dal 17 gennaio, festa del patrono Sant’Antonio Abate, fino al Martedì Grasso.

Durante questo periodo il piccolo centro di Penia, frazione di Alba di Canazei, tappa imprescindibile della Via Alpina, è invaso da cortei in costume, feste di piazza, balli in maschera, sfilate di carri allegorici, e soprattutto le celebri le “mascherèdes”.

Accanto alle scorribande di Bufon, Laché e Marascons, di cui si è parlato, troviamo infatti delle rappresentazioni teatrali in lingua ladina, generalmente di un atto solo, che in chiave burlesca e canzonatoria mettono in scena figure e scene della vita popolare.

Carnevale dei Matoci a Valfloriana 2019

Conserva il suo carattere autentico e originario, nonostante il trascorrere del tempo, il tradizionale Carnevale dei Matoci a Valfloriana, che si svolge, secondo un’usanza antichissima, ogni anno nel giorno del sabato grasso.

Si tratta di un lungo corteo di personaggi tipici, i Matòci, gli Arlecchini, i Sonatori, la Bèla, gli Sposi e i Paiàci, che indossano le Facere, le classiche maschere lignee, ciascuna con il suo significato simbolico.

Scendendo di villaggio in villaggio fino alla piazza principale di Casatta, i Matoci devono superare degli ostacoli e ingaggiare delle battaglie verbali con gli spettatori, all’insegna dello scherzo e dell’irriverenza.

Giunti alla meta i Matoci, si dà il via alla festa di piazza, dove gli Arlecchini, con i loro altissimi e variopinti cappelli a cono, guidano le danze al suono delle fisarmoniche e richiamano con i loro balli i riti di fertilità che venivano compiuti in occasione dell’arrivo della primavera.

I bei e le bele, invece, mettono in scena uno sposalizio carnevalesco, a ruoli invertiti, con il maschio vestito da femmina e viceversa, mentre i paiaci, nel puro spirito del Carnevale, fanno divertire il pubblico con battute e pantomime.