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carnevale viterbese

Carnevale Viterbese 2023

Il Carnevale Viterbese è molto antico e ampiamente documentato da pergamene, atti ufficiali e scritti di autori vari dei secoli passati.

Ha avuto una naturale evoluzione nel corso del tempo, alternando momenti di  grande splendore ad altri sottotono. Ci sono anche stati dei periodi in cui ha subito un arresto, come, per esempio, negli anni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, ma è sempre riuscito a rifiorire grazie alla grande carica dei viterbesi che usano il sorriso come scudo davanti alle difficoltà.

Ma dove si trova Viterbo? È  situata sulle pendici del Monte Palanzana, nel Lazio, ed è conosciuta anche come la Città dei Papi in quanto, nel XII secolo, ospitò diversi pontefici.

Le sue antichissime origini la rendono la meta adatta per tutti gli amanti della storia: solamente per il suo centro storico, che è uno dei più grandi dì tutta l’Europa, varrebbe la pena visitare questa città della Tuscia.

Magari si potrebbe approfittare del Carnevale 2023 per farci un salto; la sfilata con i carri allegorici aspetta tutti noi e magari sarà proprio Frisigello a darci il benvenuto con coriandoli e allegria.

Di chi sto parlando? Beh, per saperlo non vi resta che inoltrarvi con me nei meandri della storia del Carnevale di Viterbo

Origini del Carnevale Viterbese

I primi documenti ufficiali che attestano il Carnevale Viterbese risalgono all’11 febbraio 1198, quando pare ci fosse una diatriba in atto tra la città di Viterbo, e Valentano.

In quel periodo i paesi che facevano parte della provincia di Viterbo dovevano pagare una tassa per finanziare questo Carnevale nel Lazio.

La pergamena che riporta la sentenza che imponeva a Valentano di “pagare in carnevale ogni anno X libre di buoni senesi” al comune di Viterbo fu redatta dal potestà di allora, Rainerius Peponis.

Le vicende della successiva pace avvenuta tra le due città vennero rievocate anche in edizioni passate del Carnevale Viterbese, quando, sul palco indetto per l’occasione, rappresentanti dei cortei carnevaleschi di ambo le città si sono stretti la mano in segno di amicizia.

Nel XIII secolo furono diversi gli atti che accennarono al carnevale del luogo, tra cui spiccano gli Statuti Viterbesi che ci raccontano anche, in linea di massima, come si svolgeva la festa suddetta, menzionando diversi giochi che si tenevano allora; tra questi spiccavano la Corsa all’Anello, la Corsa al sacco e i Palii a cavallo che hanno sempre rappresentato il divertimento preferito degli abitanti della zona.

A quei tempi il Carnevale prevedeva tre giornate di festeggiamenti, la Domenica, il Lunedì e il Martedì che si concludevano con l’attribuzione dei premi ai  vincitori delle gare del giorno.

Al 1475 risale il regolamento dettato dal Consiglio Generale del Comune di Viterbo, che stabiliva delle disposizioni per regolare i giochi con asini e cavalli in seno alle Festivitate carniis privii, cioè alle festività carnevalesche.

Nel corso dei secoli furono, poi, alternativamente introdotti o proibiti giochi vecchi e nuovi, come le Giostre del Saracino, il Castello della Cuccagna, la Gara del Cerchio e molti altri. E quando il divertimento portava a comportamenti non leciti, ecco che arrivavano leggi ad hoc che cercavano di riportare il tutto nei limiti della decenza e legittimità.

È sorprendente la grande mole di documenti che fanno riferimento a questa festa di Carnevale, potrebbero sicuramente essere  oggetto di uno studio molto approfondito per gli appassionati del settore.

E noi lasciamo a loro il compito di occuparsene, catapultandoci, invece, direttamente nel XIX secolo, per dare un’occhiata al carnevale più vicino ai nostri giorni.

Il Carnevale di Viterbo nel XIX secolo

Nel 1874, per poter controllare e regolare il carnevale esuberante della zona, a Viterbo venne istituita la Società del Carnevale che ebbe come sede il Convento di san Paolo ai Cappuccini.

I veglioni in maschera erano organizzati dalle 6 società organizzatrici delle festa: quella della Follia, del Carnevale, del Buonumore, dei Capricciosi, dei Veglioni e la Democratica.

Agli inizi del 1900 cominciarono ad apparire i primi carri allegorici, trainati da buoi, che diedero vita alla prime sfilate.

Con l’avvento della Seconda guerra mondiale sul carnevale cadde il silenzio.

Soltanto negli anni ’50 si riprese a festeggiarlo, ma in tono molto minore. È dagli anni ’80 in poi che si assiste ad una e vera rifioritura del clima carnevalesco che ha riportato il brio al Carnevale Viterbese.

Frisigello

Una tipica figura del Carnevale Viterbese è Frisigello, maschera tradizionale di Carnevale che in questi ultimi anni apre la sfilata camminando su degli alti trampoli.

La sua storia risale al medioevo. Ha come protagonista un ragazzo molto povero, che però amava far ridere e attorniarsi di persone che allietava con giochi e piccoli spettacoli. Per questa sua predisposizione all’allegria presto divenne giullare di corte.

Un giorno, mentre passeggiava per le vie di Viterbo, incrociò lo sguardo di una bellissima ragazza. Si chiamava Galiana ed era una delle più corteggiate della città.

I due si innamorarono, ma il padre della giovane si intromise tra loro, rinchiudendo la ragazza tra le mura domestiche per non farle più vedere il suo amato.

Galiana però rimase fedele al suo giullare, rifiutando tutti i pretendenti che bussavano alla sua porta. Uno di essi, che molti testi identificano in Giovanni di Vico, davanti al rifiuto della fanciulla minacciò di assediare Viterbo.

A questo punto i documenti discordano sul seguito della storia/leggenda. Per alcuni Galiana, per amore della sua città, decise di sposare il ricco condottiero; per altri si rifiutò e Di Vico assediò la città.

I viterbesi, però, si ribellarono alla prepotenza dell’uomo, e lui promise di ritirarsi a patto che gli facessero vedere almeno un’altra volta la sua amata.

In entrambi i casi però la bella Galiana morì, colpita da una freccia scoccata dai soldati nemici. I viterbesi al suo ricordo dedicarono la torre che ancora oggi sorge tra Porta di Valle e Porta Faul.

Il povero Frisigello, trafitto dal dolore, perdette tutta la sua allegria e morì, non prima di aver promesso che sarebbe tornato a far sorridere la città

E a quanto pare la sua promessa è riuscito a mantenerla. Ora è lui, col suo abito color del sole e ornato di cielo ad aprire i cortei mascherati di Viterbo, regalando allegria ai suoi concittadini

Sfilata dei carri allegorici del Carnevale di Viterbo

Il Carnevale Viterbese lentamente sta riacquistando i fasti e la grandezza di un tempo. Di solito dura tre giorni. La sfilata con i carri allegorici si tiene nei due sabati che precedono la domenica di Carnevale, anche per non sovrapporsi alle altre numerose manifestazioni della zona.

Ad essa darà il via l’allegro Frisigello con i suoi trampoli e la sua abilità di giocoliere. Una maschera che lo raffigura e che rappresenta lo spirito del carnevale, tutta cucita a mano, sarà poi liberata dai bambini il martedì grasso, la giornata a loro dedicata.

I carri allegorici che sfilano sono a tema libero, ma molti si premurano di rappresentare tematiche attuali e importanti, come il rispetto per l’ambiente.

Con loro sfileranno maschere di ogni genere, gruppi  in costume che rappresentano le minoranze etniche della città, la banda, le majorettes e tantissimi bambini che vestiranno a festa le vie di questo splendido capoluogo storico tutto da visitare.

Programma e Date del Carnevale di Viterbese 2023

L’Edizione del Carnevale Viterbese sarà spettacolare grazie ad un calendario e ad un programma ricco di eventi. Come di consueto, sono previste le sfilate in maschera per le vie più importanti della città accompagnate dai gruppi musicali e da tanta buona musica. Eventi principali della manifestazione:

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