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Carnevale Storico di Bibbiena 2022: alla scoperta della “Rievocazione della Mea”

Il Carnevale Storico di Bibbiena affonda le proprie radici nel lontano 1300 quando, secondo una leggenda locale, il paesino toscano divenne  teatro di una schermaglia amorosa che si tramutò in una vera e propria guerra tra rioni.  

Nel 2014 l’alto valore culturale e storico di questo interessante Carnevale toscano venne riconosciuto a livello nazionale, e insignito di una medaglia dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Come ogni anno, anche in occasione del Carnevale 2022 si vedrà Bibbiena rivestirsi di antico: i palazzi storici privati verranno aperti al pubblico e il centro storico prenderà vita con esibizioni di giocolieri e mangiafuoco, con il mercatino degli artigiani e quello dedicato agli animali.

Gran parte della festa è incentrata sulla rievocazione delle vicende che ruotano intorno ad una ragazza del popolo, chiamata Mea, che sarebbe stata rapita da uno dei nobili del paese invaghitosi di lei.

La Domenica di Carnevale e il Martedì Grasso verranno interamente dedicati alla Rappresentazione della Mea; lo spettatore verrà trascinato nel clima medioevale di allora, grazie anche ai cortei in costume e alle esibizioni degli sbandieratori che faranno da cornice a questa “fiaba popolare”.

Il Carnevale Storico di Bibbiena è veramente un’occasione imperdibile, tutta da vivere, per gli amanti degli usi e costumi dei secoli bui. Se siete tra questi, recatevi in questo bel paesino del casentino per assistere alla sua grande festa. La Toscana vi accoglierà a braccia aperte, come solo lei sa fare.

Storia del Carnevale Storico di Bibbiena

Come spesso accade, anche nel caso del Carnevale Storico di Bibbiena le origini storiche si discostano da quelle che le leggende popolari evocano.

Si conosce a grandi linee il periodo in cui si cominciò a festeggiare il Carnevale in questo bel paesino della Toscana, ma in quanto al come e al perché questa festa venne istituita, ancora non si sa di preciso.

Sono state fatte molte ipotesi intorno alla nascita di questo importante evento, ma l’unica cosa certa è che è grazie ad uno dei Tarlati, allora signori di Bibbiena, che quest’antica tradizione ancora oggi rievocata ebbe il via.

Siamo intorno alla prima metà del 1300. Alcune fonti asseriscono che sia stato il vecchio Pier Saccone Tarlati a introdurlo, per festeggiare la vittoria riportata in una delle battaglie che allora imperversavano nella zona;  altre invece affermano che lo fece per dimostrare ai fiorentini, che assediavano le mura del paese, che il loro accanirsi contro Bibbiena non lo impensieriva.

Si dice che avesse fatto gettare oltre le mura un bel vitello grasso e altri viveri, per far carpire ai soldati nemici l’aria di festa che si respirava in paese dove il carnevale esplodeva con tutta la sua euforia.

Non sapremo mai quali fossero i reali motivi che portarono i Tarlati a istituire il Carnevale.

Probabilmente la loro intenzione era solo quella di dare un’occasione di sfogo agli abitanti del borgo, imitando le feste che si tenevano nella Firenze del periodo.

Però sappiamo per certo che, in occasione del Martedì Grasso, i due rioni di Bibbiena, quello dei Fondaccini e dei Piazzolini, si riunivano nella Piazzolina, cioè nella piazza che segna il confine tra i quartieri dei nobili e quelli del popolo, per dar fuoco al Bello Pomo.

I Piazzolini erano i nobili del paese, quelli che abitavano nella parte alta della città. Le loro bandiere bianco-celesti, simbolo di lusso, ricchezza e abiti sfarzosi, nel corteo storico che oggi si tiene in occasione della domenica di carnevale, affiancano quelle giallo-rosse  dei popolani, denominati  Fondaccini.

Secondo la leggenda, nel rione del Fondaccio abitava anche la bellissima  Bartolomea, da tutti conosciuta come Mea.

Di essa si sarebbe profondamente invaghito il figlio del conte Piero Tarlati, che la rapì portandola a vivere nel suo quartiere.

Non si capisce se la ragazza ricambiasse o no l’amore del bel “giovin signore”, fatto sta che Cecco il Tessitore, suo promesso sposo, profondamente offeso e indignato per il gesto del nobile Tarlati, fece di tutto per riprendersela.

Si scatenarono violente risse tra le due fazioni che furono sedate solo dal  tempestivo intervento del conte Tarlati padre.

Riuniti gli abitanti di entrambi i rioni nella piazza centrale del paese, il vecchio conte restituì la bella lavandaia vestita da regina al suo promesso sposo, appianando i malumori del popolo.

In segno di pace venne bruciato un albero di ginepro chiamato Bello Pomo, che ancora oggi , in occasione del martedì grasso chiude i festeggiamenti del carnevale tra canti , balli e dolci tipici della zona.

Eventi che caratterizzano la manifestazione carnevalesca

Chiunque passeggi per le strade di Bibbiena non può fare a meno di immergersi nei tempi ormai andati, grazie ai suoi stretti vicoli, dove si affacciano imponenti palazzi rinascimentali, i suoi monumenti che richiamano periodi storici ben definiti, e il suo bellissimo teatro che, seppur di ridotte dimensioni, è considerato uno dei più rappresentativi  di tutta la zona.

In occasione della Rievocazione della Mea, altro nome con cui è conosciuto il Carnevale Storico di Bibbiena, queste  vie  si riempiono anche dei colori dei costumi, delle maschere di Carnevale, dei profumi e degli odori di un tempo.

Nobildonne e cavalieri passeggiano per le vie del centro, invase da popolani e popolane, sbandieratori, falconieri e artisti di strada.

I palazzi storici si aprono al pubblico, offrendo visite guidate completamente gratuite. Gli artigiani mostrano la propria abilità nelle loro  botteghe, che rimangono aperte fino a notte fonda, mentre nelle taverne si preparano le antiche ricette medievali.

La Domenica di Carnevale due cortei in costume si snodano per le vie del paese. Uno parte dal rione dei popolani, l’altro da quello dei nobili. Oltre ai figuranti che interpretano i protagonisti della leggenda, sbandieratori, tamburi e guardie a cavallo rallegrano queste sfilate, regalando agli spettatori colori ed esibizioni.

Arrivati in Piazza Tarlati i due cortei si riuniscono, e un narratore, solitamente uno degli attori della compagnia teatrale del luogo, racconta la storia della bella Bartolomea.

Il suo parlare viene arricchito da esibizioni danzanti e canore ad opera del corpo di ballo medioevale e del coro del paese, che, per onorare il proprio Carnevale, mettono in scena spettacoli corali e danzanti rievocanti quelli del periodo.

Il Martedì, tra balli, canti e degustazioni varie, il carnevale si conclude con l’accensione del falò del Bello Pomo, per mano di uno dei Fondaccini. Così facendo si rievoca l’antica tradizione che voleva che, al rintocco della campana della torre principale del castello, il più anziano del rione dei popolani desse fuoco al ginepro messo al centro della Piazzolina dove tutto il paese era riunito.

Piatti tipici del Carnevale Storico di Bibbiena

In occasione della Rievocazione della Mea, vengono allestite vere e proprie cene medioevali nel piccolo paese del casentino, sia nel periodo del carnevale vero e proprio, che in piena estate, tra luglio e agosto, quando, complice il bel tempo, viene rimessa in scena la leggenda popolare che ha dato visibilità al borgo.

Allietate con intrattenimenti che richiamano quelli del 1300, queste cene luculliane portano a tavola alcune delle specialità che imbandivano i deschi dei nobili del tempo, oggi entrate a far parte della tradizione culinaria della zona.

Dai tortelli agli gnocchi medievali tipici del casentino, dalla zuppa di cipolle conosciuta col nome di Carabaccia che pare sia stata introdotta nella cucina locale niente di meno che da Caterina De’ Medici, alla Panzanella, dall’arrosto del Fondaccio alla porchetta: niente manca in queste tavolate di gusto e odori, innaffiate dal buon vino rosso locale che, come si suol dire, fa buon sangue.

Programma e Date del Carnevale Storico di Bibbiena

L’Edizione del Carnevale storico di Bibbiena sarà spettacolare grazie ad un calendario e ad un programma ricco di eventi. Come di consueto, sono previste le sfilate in maschera per le vie più importanti della città accompagnate dai gruppi musicali e tanta buona musica.

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